Le ventuno donne alla Costituente – Vittoria Titomanlio Barletta


Vittoria Titomanlio Barletta (BT), 22/04/1899 – Napoli, 28/12/1988
Maestra elementare e fervente cattolica, si impegna molto nell’ambito dell’associazionismo. Entra nel 1928 nella Gioventù femminile dell’Azione cattolica, viene nominata nel 1932 propagandista nazionale e nel 1936 diviene membro del consiglio superiore e incaricata regionale per la Campania.
Si dedica alla formazione e all’assistenza dei lavoratori, soprattutto donne, rivestendo varie cariche all’interno delle associazioni e delle istituzioni. In quegli anni, i rapporti tra fascismo e Azione cattolica diventano sempre più difficili proprio a causa delle sue molteplici iniziative sociali messe in campo da quest’ultima. Nel 1931, le sedi dei circoli cattolici verranno chiuse e il distacco dal fascismo sarà sempre più netto fino a diventare definitivo nel 1938.
Dopo il 1943 la Titomanlio diventa consigliere nazionale dell’Associazione italiana maestri cattolici e segretaria provinciale delle Acli, delegata nazionale del Movimento femminile per l’artigianato e membro del comitato consultivo ministeriale per l’artigianato e le piccole industrie. Entra a far parte del Consiglio nazionale del Movimento femminile della Democrazia cristiana e nel 1947 del comitato centrale del Movimento diretto da Maria De Unterrichter Jervolino.
Eletta  all’Assemblea Costituente, rimarrà in Parlamento per quattro legislature.
Anche al suo contributo, si deve la tutela dell’autonomia regionale come espressione di libertà e democrazia e la pubblicazione da parte dei giornali delle rettifiche di notizie su persone di cui sia stata lesa la dignità.
Nella sua lunga attività parlamentare ha fatto parte di diverse Commissioni permanenti: Lavoro, Emigrazione, Cooperazione, Previdenza e Assistenza sociale, Assistenza post-bellica, Igiene e Sanità pubblica; Istruzione e Belle Arti; Industria e Commercio, Artigianato, Commercio estero.