Le ventuno donne alla Costituente – Elisabetta Conci (detta Elsa)


Elisabetta Conci (detta Elsa) (Trento, 23 marzo 1895 – Mollaro, 1 novembre 1965)

L’educazione fortemente religiosa ricevuta dalla famiglia ne segna fortemente la vita.
Nel 1915 si iscrive alla facoltà di filosofia all’Università di Vienna, dove studia per tre anni. Finita la guerra, si trasferisce alla facoltà di Lettere dell’Università di Roma, dove si laurea nel 1920. Durante gli anni universitari partecipa attivamente alla Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI) e piú tardi diventa la presidente della sezione romana di questa associazione. Nel 1920 interviene al Congresso nazionale di Trento della FUCI, presieduto da Alcide De Gasperi.
Dal 1923 al 1945 insegna tedesco in due Istituti superiori di Trento. Sin dall’inizio della sua carriera di insegnamento, prende a cuore la vita familiare dei suoi studenti ed organizza un doposcuola privato e gratuito. Contemporaneamente partecipa all’Azione Cattolica, dove organizza gruppi di ragazze che aiutano i piú bisognosi. Nel 1933 viene iscritta al Fascio femminile di Trento ma critica aspramente il governo fascista, come rivelano i suoi scritti “Cronache 1938-1940”, in particolare per le leggi razziali e l’entrata in guerra dell’Italia.
Conclusasi la guerra entra nella Democrazia Cristiana.
Viene eletta delegata al primo Congresso nazionale del partito e il 2 giugno 1946 entra nella Costituente. Viene nominata membro della “Commissione dei 18” con l’incarico di coordinare gli statuti speciali regionali di autonomia con la Carta Costituzionale.
Convinta sostenitrice dell’ideale europeistico, è membro della delegazione italiana al Parlamento europeo di Strasburgo.
Nel 1955 collabora a fondare l’Unione femminile europea, di cui è presidente dal 1959 al 1963, iniziativa che permette lo scambio di idee e la proposta di azione fra donne di orientamento politico di centro e destra.
Al congresso dell’Unione tenutosi a Roma rifiuta l’incarico di Presidente perché ritiene fondamentale il rispetto del democratico avvicendamento delle cariche.