Le ventuno donne alla Costituente – Bianca Bianchi


Bianca Bianchi (Vicchio, 31 luglio 1914 – Firenze, 9 luglio 2000)

Bianca Bianchi nasce a Vicchio, in provincia di Firenze. Consegue il diploma magistrale e si iscrive alla Facoltà di magistero. Laureata in Pedagogia e Filosofia, ha insegnato in diversi istituti superiori di Firenze, Mantova, Cremona, Genova.
Entrata nella Resistenza con il ruolo di staffetta, ha rifornito i partigiani di armi e munizioni e salvato numerosi soldati alleati caduti nelle zone controllate dai tedeschi.
Eletta all’Assemblea Costituente per il partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, assieme a Teresa Mattei, ha ricoperto la carica di Segretaria di Presidenza dell’Assemblea. Eletta nel ‘48 alla Camera dei Deputati nella prima legislatura repubblicana per la lista Unità Socialista, la Bianchi presenta numerose proposte di legge che riguardano principalmente i temi della scuola, delle pensioni, dell’occupazione. Altra battaglia è quella che riguarda la tutela giuridica dei figli naturali, l’obbligatorietà del riconoscimento materno, la ricerca di paternità, senza la quale era assicurata agli uomini l’impunità, e l’unificazione dei servizi assistenziali dei figli illegittimi.
Ancora sul tema dei figli illegittimi, parla al Congresso Internazionale delle Donne ad Amsterdam. Nel suo libro Il colore delle nuvole, ricorda che, quando spiega che in Italia sui documenti del figlio naturale, perfino sulla pagella scolastica, veniva riportata, per indicare il padre e la madre, la dizione “di NN e di NN”, segue uno sdegno generale. Al ritorno viene incaricata di presentare un progetto di legge. Il progetto legislativo incontra notevoli resistenze e sarà approvato solo nel 1953.