Le ventuno donne alla Costituente – Angela Maria Guidi


Angela Maria Guidi  (Roma, 31/10/1896 – 11/07/199)

La prima donna eletta nella prima legislatura a parlare in un’assemblea democratica. Nel 1918 si iscrive alla Gioventù Femminile cattolica italiana, occupandosi di valorizzare il lavoro femminile attraverso il cooperativismo ed agendo in seno all’Opera nazionale per gli orfani di guerra, chiamata dal segretario don Luigi Sturzo. Quando quest’ultimo fondò nel 1919 il Partito Popolare, la Guidi sarà la prima donna ad iscriversi. Nel 1921 fonda il Comitato centrale per la cooperazione e il lavoro femminile, di cui sarà segretaria fino al 1926. Negli anni del consolidamento del fascismo si trova costretta a passare un anno a Ginevra, poi, nelle riunioni clandestine di partito, conosce l’ex parlamentare del PPI Mario Cingolani, che sposa nel 1935. Collabora attivamente alla costruzione della Democrazia cristiana e nel 1944 è la sola donna eletta al primo Consiglio Nazionale del partito. Nominata alla Consulta Nazionale nel 1945 con lo scopo di dare pareri sui problemi generali al Governo, è suo il primo intervento di una donna a Montecitorio. Instancabile assertrice del suffragio femminile, la Guidi esprime l’insoddisfazione per la limitatezza degli spazi politici riservati alle donne, delle quali ribadisce la raggiunta maturità a rivestire ruoli determinanti nella politica e nel sociale.
Nel suo primo intervento alla Consulta afferma che la sua prima battaglia è “contro i pregiudizi sulle donne e la volgarità che qualche volta cade come sasso anche in quest’aula”. Afferma poi che “per la dignità di donne siamo contro la tirannide di ieri come contro qualunque tirannide di domani. Noi donne abbiamo la visione della nuova dignità del lavoro”
Alle elezioni del 2 giugno del 1946 è eletta all’Assemblea Costituente e alle elezioni del 18 aprile del 1948 alla Camera dei deputati. La Guidi interviene nella discussione della legge, ratificata nel 1950, sulla “Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri”, deterrente contro licenziamenti o penalizzazioni verso le donne in maternità. E’ tra le promotrici del Comitato Italiano di difesa morale e sociale della donna (CIDD), le quali, sensibili allo stato di disagio delle donne entrate nel giro della prostituzione, sosterranno il progetto di legge approvato nel ’58 per l’abolizione delle “case chiuse” (legge Merlin).
Nel 1951 De Gasperi la nomina sottosegretario di Stato all’Industria e al Commercio, con delega all’Artigianato, ed è così la prima donna italiana ad entrare in un governo. Caduto nel 1953 il governo De Gasperi, la Guidi lascia l’impegno politico nazionale per dedicarsi all’attività amministrativa a Palestrina come sindaca.