Le mostre al XVIII Congresso della Cgil


Luciano Lama, il sindacalista che parlava al Paese

La mostra ‘Luciano Lama, il sindacalista che parlava al Paese’, fortemente voluta dalla Cgil nazionale, realizzata da quest’ultima assieme al suo Archivio storico, alla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e alla Associazione Luciano Lama, con la preziosa collaborazione dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), rappresenta di fatto una biografia per documenti ed immagini dal forte impatto visivo, capaci di far rivivere i principali snodi della storia di Luciano Lama e della Cgil nell’Italia repubblicana e nell’Europa del secondo dopoguerra.

Cinque sono i focus principali, declinati attraverso 20 pannelli autoportanti 200*84 cm ed un volume 24*28 cm in carta patinata opaca: Gli anni della formazione e la Resistenza; Da Forlì a Roma; La Segreteria generale; L’impegno istituzionale; Le passioni.

Bruno Trentin, dieci anni dopo

La mostra ‘Bruno Trentin, dieci anni dopo’, fortemente voluta dalla Cgil nazionale, che l’ha realizzata assieme al suo Archivio storico, rappresenta una biografia per documenti e immagini che di fatto narrano il Novecento italiano: la Francia dell’esilio, Padova città universitaria in cui attivare la Resistenza, la Milano partigiana, la Mirafiori dominata dalla Fiat e poi bloccata dagli scioperi.
Dall’infanzia in terra di Francia alle lotte operaie dell’Autunno caldo, fino allo scontro col governo Amato nel 1992 sull’abolizione della scala mobile, si dipana il racconto di sessant’anni di vita italiana passata tra le fabbriche e le scrivanie.
Otto i focus principali, declinati attraverso 20 pannelli autoportanti 200×100 cm e un volume 24×28 cm in carta patinata opaca: il rientro in Italia e la Resistenza, gli anni della formazione, l’Ufficio studi della Cgil, la Segreteria generale Fiom, gli anni in Cgil nazionale e la Segreteria generale, il Parlamento europeo, l’addio.

Giuseppe Di Vittorio, eroe del lavoro

La mostra si compone di 21 pannelli autoportanti di un metro per due dedicati a momenti diversi della vita del sindacalista di Cerignola. Dalla Puglia delle origini alla segreteria confederale, dal murales “Giuseppe Di Vittorio e la condizione del Mezzogiorno” – recentemente restaurato – agli artisti di strada dei quartieri a Nord della capitale, dalle lettere ai dipinti, dai graffiti ai fumetti, i documenti riprodotti all’interno della esposizione raccontano l’uomo Di Vittorio, la sua splendida umanità e il suo rapporto unico e assoluto con il popolo. Dal primo comizio al funerale, le immagini e le carte selezionate e riprodotte consentono una narrazione diversa degli avvenimenti storici dell’Italia dagli anni venti agli anni cinquanta, raccontando in una forma squisitamente umana e personale delle rappresaglie, degli eccidi, della disoccupazione, in generale del clima politico, economico e sociale di un’Italia che riesce a uscire da una dittatura e da una guerra devastanti in senso materiale e ancor più morale, e che però combatte e lotta, senza arrendersi, riconoscendo in Giuseppe Di Vittorio una guida sicura, da seguire e nella quale riporre fiducia.

Karl Marx: 200 anni e non sentirli

Cosa resta dell’opera e della vita di Marx? oggetti, libri, fumetti, TV, Cinema, Televisione, Teatro: un percorso multimediale progettato ad hoc per il Congresso. Verrà anche riproposta la mostra on line ‘BiblioMarx. Edizioni italiane’ a cura dell’Archivio storico Cgil nazionale e della Fondazione Gramsci, con il contributo delle fondazioni Giangiacomo Feltrinelli e Lelio e Lisli Basso.

Mai indifferenti

La mostra (realizzata dalla Sezione Anpi Adele Bei della Cgil nazionale in occasione dell’80° anniversario delle Leggi razziali) si articola in 20 pannelli bifacciali autoportanti di un metro per due organizzati in cinque gruppi da quattro pannelli ciascuno (a ventaglio).
La mostra ricorda le leggi razziali volute dal regime fascista e sottoscritte dalla monarchia in Italia.
Materiali preziosi riportano all’attenzione una pagina nera della nostra storia e anche quelle voci che si opposero alla scelta sciagurata. Pannelli che emozionano e che fanno pensare. Per non dimenticare e perché ciò non possa più essere.

Donne: Passi di libertà

La mostra crea un percorso interattivo e simbolico coinvolgendo le visitatrici e i visitatori in un cammino di lettura della storia dell’evoluzione dei diritti delle donne italiane attraverso un doppio registro, quello delle memorie collettive e quello dei percorsi individuali a cui ciascuna donna ancor oggi è chiamata, per conoscere, ereditare e valorizzare l’esercizio delle conquiste collettive.
La mostra è costituita da PANNELLI, diacronicamente scanditi per decenni (anni ’40, anni ’50, ecc.) e da un TOTEM, con materiale e documentazione varia, monitor con video di presentazione e backstage della mostra.

Cento anni di lotta per i diritti, la democrazia e la pace. La Camera del Lavoro di Bari 1906-2006

La storia delle lotte e delle conquiste degli uomini e delle donne della Cgil di Bari con fotografie, giornali, documenti, testimonianze