Lavoro: Cgil, rinnovo contratti sia il perno delle politiche di sviluppo



Roma, 29 luglio – “Dieci milioni di lavoratori non possono aspettare oltre, va loro garantito subito il rinnovo del contratto di lavoro, attendono ormai da troppo tempo, alcuni da anni. Una situazione resa ancor più complessa dalla caduta dei redditi dovuta alla cassa integrazione Covid: ogni lavoratore in Cig, tra marzo e aprile, ha perso il 27,3% del proprio reddito lordo mensile”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti sintetizza quanto emerso dai dati diffusi quest’oggi da Istat e Inps-Bankitalia.

“Le misure di sostegno dei redditi, adottate a partire dal Cura Italia e da dl Rilancio, che auspichiamo siano ulteriormente prorogate, hanno consentito – afferma Scacchetti – di contenere la caduta del redditi e del potere d’acquisto delle famiglie, ma purtroppo non abbastanza”.

Secondo la segretaria confederale per fronteggiare questa situazione di crisi occorre innanzitutto “ridare capacità di spesa ai ceti medi e medio-bassi per evitare un crollo dei consumi che avrebbe effetti negativi sull’economia del Paese. Oltre agli investimenti, volti a generare nuova occupazione di qualità, e ad una riforma fiscale all’insegna della progressività, il perno delle politiche di sviluppo deve essere il rinnovo dei contratti di lavoro pubblici e privati”. “Rinnovare i contratti non significa solo leva redistributiva, ma anche formazione e riqualificazione dei dipendenti, valorizzazione delle professionalità, e regolazione dello smart working e degli orari di lavoro, soprattutto alla luce delle nuove trasformazioni”.

“Per cambiare un modello di sviluppo che negli anni precedenti ci ha consegnato una ricerca di competitività troppo giocata sulla svalorizzazione del lavoro e sulla precarietà, è fondamentale – conclude Scacchetti –  rinnovare i contratti”.

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