Lavoro: Cgil, cig aumenta, politiche attive ferme, Governo intervenga


Roma, 19 gennaio – “Persiste la grave crisi occupazionale nel nostro Paese: la cassa integrazione ordinaria si conferma in aumento rispetto al 2015, fenomeno che si protrae dall’agosto scorso; la cassa straordinaria cala del solo 3,3% rispetto al 2015 anno in cui era diminuita del 24,3 rispetto al 2014; la cassa in deroga per via della sua cancellazione, si è ormai ridotta della metà rispetto al 2015, ma a dicembre chiude il 2016 con un aumento di due milioni di ore in più su novembre”. Così Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil commenta i dati dell’Osservatorio Cassa integrazione guadagni dell’Inps.

Per la Cgil l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale “fotografa un Paese fermo, evidenziando le forti difficoltà delle imprese nel sostenere l’effimero recupero occupazionale del 2015, tutto frutto della defiscalizzazione e della decontribuzione attuata a loro vantaggio. Dunque – sottolinea Scacchetti – nessun effetto volano derivante da tali aiuti, anzi vi è il rischio concreto che la cancellazione di ammortizzatori come la mobilità e la deroga producano un’impennata dei licenziamenti”.

“Come se non bastasse – aggiunge il segretario confederale della Cgil – registriamo l’ennesimo rinvio dei percorsi sperimentali di Politica attiva quale l’Assegno di Ricollocazione: il confronto tra Anpal e Regioni si è concluso con un nulla di fatto e con un rinvio a febbraio”, spiega. “Sempre se le Regioni, che rivendicano la loro autonomia in materia di politiche attive, sostenute anche dall’esito del referendum costituzionale, riescano a giungere ad un’intesa”.

“Più volte abbiamo denunciato l’incertezza nella strutturazione e nella dotazione di risorse del sistema delle Politiche attive, che non può prescindere da un forte governo del sistema pubblico”. “Chiediamo quindi all’Esecutivo – conclude Tania Scacchetti – di fare subito il punto sul funzionamento e sull’organizzazione di Anpal, perché è inaccettabile che a fronte di un crescente bisogno di risposte il sistema istituzionale le blocchi”.