Lavoro: Cgil, certezze e impegni precisi per politiche attive


Roma, 8 giugno – “Siamo ancora in una fase di preoccupante stallo, se non di arretramento rispetto ai percorsi prospettati. Servono certezze e impegni precisi per il sistema nazionale delle politiche attive”. Così in una nota la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.

“A sette mesi dall’esito del referendum costituzionale e dopo la positiva ripresa, a marzo, del confronto con il Governo sulla ridefinizione e strutturazione del sistema nazionale delle politiche attive – sostiene Scacchetti – continuiamo a registrare una situazione di impasse: manca ancora la definizione di un assetto definitivo e stabile sui centri per l’impiego, rispetto ai quali è urgente risolvere il nodo della titolarità istituzionale dei rapporti di lavoro, sia per i contratti a tempo indeterminato che per quelli precari, che occorrerebbe stabilizzare”.

Secondo la segretaria confederale “si tratta di servizi che tutti definiscono essenziali per lo sviluppo del Paese e strumento primo per sostenere le politiche attive, per questo vanno attuati i piani di rafforzamento da tempo annunciati”.

“È ancora incerto – denuncia poi Scacchetti – la ridefinizione del ruolo e della strutturazione di Inapp, chiamato a svolgere l’essenziale compito di analisi, ricerca scientifica e valutazione sulle politiche e sui servizi per il lavoro, sull’istruzione e sulla formazione e in generale su tutte le politiche pubbliche che hanno influenza sul mercato del lavoro”.

Per la dirigente sindacale “altrettanto complessa è la condizione dei lavoratori di Anpal servizi”. “Nonostante l’impegno assunto dal Ministro Poletti nel 2015 – spiega – per la continuità occupazionale e per una riorganizzazione interna in grado di affermare la centralità dell’Agenzia nel supporto alle politiche attive, i lavoratori continuano ad affrontare proroghe di contratti, richieste di nuove procedure di selezione e promesse di avvio di percorsi di stabilizzazione”.

“A questa situazione – sottolinea Scacchetti – si aggiungono strumenti come garanzia giovani e l’assegno di ricollocazione, che stentano ad avere un valore aggiunto nella difficile congiuntura economica”.

“Nonostante i proclami e le propagande quotidiane – prosegue – non vediamo il necessario impegno e sforzo economico e politico affinché le politiche attive diventino terreno di investimento per la valorizzazione e riqualificazione delle competenze dei lavoratori, e per le garanzie di continuità occupazionale dei tanti, troppi, precari che in questi anni hanno sostenuto il sistema”.

“Atti e scelte utili per la piena definizione di un sistema pubblico nazionale di politiche attive non sono quindi più derogabili. Per questo – conclude Scacchetti – continueremo a sollecitare Ministero e Anpal, anche sostenendo le mobilitazioni dei lavoratori che si riterranno necessarie, affinché, insieme al sistema delle Regioni e con il necessario confronto con le parti sociali, si proceda in tal senso”.