Lavoro: bisogna cambiare rotta, il lavoro per le donne e una priorita


Il Fmi in una ricerca condotta sui danni del sessismo nel mondo, calcola in Italia una perdita di pil pari al 15% a causa della discriminazione contro le donne. Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, parla di ”cospirazione contro le donne” private della possibilità di dare un contributo alla crescita economica, perché anziché le pari opportunità ”hanno di fronte a se una insidiosa congiura”. Parole che pesano come un macigno. Ma sono la cruda espressione della realtà, in particolare italiana, dove il divario di genere è in aumento.

Le cause, come sempre sono molteplici: il gap salariale a parità di lavoro tra uomini e donne, troppo spesso sottopagate, lo svuotamento del Welfare, la mancanza di infrastrutture e servizi, che rende  difficile coniugare impiego e vita privata, con il risultato dopo il primo figlio, in Italia la metà delle donne non lavora più. E la crisi che dovrebbe essere contrastata con una maggiore occupazione femminile, fa invece emergere in maniera drammatica la questione della mancanza di lavoro per le donne, che, a parte ogni considerazione sull’ingiustizia sociale, continua ad aumentare la distanza tra l’Italia e il resto d’Europa, oltre che degli Stati Uniti.

Doveva essere questo uno dei banchi di prova del primo governo paritario italiano, che continua invece a sottovalutare il ruolo delle politiche per valorizzare l’occupazione femminile, allontanando l’obiettivo della crescita del Paese.