Istat: Cgil, quadro preoccupante, Governo ascolti nostre proposte


Roma, 31 luglio – “Da zero-virgola a zero e basta. In un anno questo Governo è riuscito a portare l’economia italiana prima in recessione e poi in stagnazione, e anche il nostro mercato del lavoro, nonostante i dati apparentemente positivi, continua a non godere di buona salute”. Così le segretarie confederali della Cgil Gianna Fracassi e Tania Scacchetti commentano i dati Istat di oggi su Pil e occupati, disoccupati.

Per Fracassi le stime relative al Pil “non sono una sorpresa. Infatti – spiega –  produzione, valore aggiunto e ordinativi dell’industria sono da mesi in contrazione. La lieve ripresa dell’export non basta se non aumentano consumi e investimenti. Nella nostra economia continua a insistere una crisi di domanda. Non a caso anche l’inflazione è al minimo da oltre un anno e l’offerta produttiva non sta cogliendo le sfide e le opportunità dell’innovazione, della conoscenza, dell’ambiente e quindi dello sviluppo sostenibile”.

In merito ai dati occupati, disoccupati Scacchetti evidenzia “la sostanziale stabilità dell’occupazione”. “Inoltre, l’apparente flessione positiva della disoccupazione va analizzata – sottolinea – considerando alcuni aspetti: siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi, dal 5,8% del 2017; mancano ancora quasi un milione di posti di lavoro; il calo della disoccupazione inoltre è condizionato dalla riduzione degli attivi e della forza lavoro. Infine, la compressione del tasso di disoccupazione giovanile va spiegata con la crescita dell’inattività tra le nuove generazioni. Rilevazioni queste che dimostrano come, al contrario delle previsioni del Governo, il Reddito di cittadinanza non abbia incentivato le assunzioni”.

“Di fronte a questo quadro preoccupante, il Governo ascolti le proposte che unitariamente abbiamo avanzato: una nuova politica economica, fondata su investimenti pubblici, a partire dal Mezzogiorno, per aumentare e qualificare la crescita e per creare buona occupazione; una riforma del sistema fiscale che aumenti salari e pensioni contrastando l’evasione e riducendo le disuguaglianze; una nuova politica industriale e di sviluppo per affrontare le sfide che l’emergenza ambientale e l’innovazione pongono”, concludono Fracassi e Scacchetti.