Istat: Cgil, no a facili entusiasmi. Per crescita inclusiva servono investimenti, coesione, diritti


Roma, 22 giugno – “Non vogliamo frenare gli entusiasmi, ma serve cautela nella lettura dei dati: la crescita del Mezzogiorno, purtroppo, non ha ancora quella strutturalità che ci può far dire #laripresadelSudcontinua”. Così le due segretarie nazionali della Cgil Gianna Fracassi e Tania Scacchetti commentano la stima preliminare 2016 su Pil e occupazione a livello territoriale, diffusa quest’oggi dall’Istat.

Fracassi e Scacchetti evidenziano come “il settore agricoltura, che nel 2015 era stato trainante per l’economia delle regioni del Sud (+7,1%), ha registrato nel 2016 un calo del valore aggiunto del 4,5%. Un andamento – ribadiscono – che ci fa dubitare della strutturalità della crescita”.

Inoltre, per  le due dirigenti sindacali “i dati sull’occupazione devono farci riflettere. Non è solo una questione di numeri, ma anche di qualità del lavoro. I contratti precari e flessibili proliferano e, così come esplicitato ieri dall’Istat, il problema per i giovani continua ad essere la permanenza nel mercato del lavoro”. “Per questo – proseguono – la Cgil andrà avanti con la  battaglia per i diritti attraverso la proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro‘”.

Infine, Fracassi e Scacchetti chiedono “un cambio delle politiche economiche che, in questi anni, non hanno generato la crescita sperata. Serve un nuovo paradigma di sviluppo che parta, così come indicato nel nostro ‘Piano del Lavoro‘, dall’incremento degli investimenti pubblici e privati, ancora inadeguati soprattutto nel Mezzogiorno”. “Un paradigma che deve fondarsi su tre pilastri: sostenibilità, innovazione e coesione tra Nord e Sud, riducendo così – concludono – le disuguaglianze sociali ed economiche”.