Inps: Cgil, aumenta lavoro ‘mordi e fuggi’. Servono investimenti per occupazione stabile


Roma, 18 gennaio – “Nei primi undici mesi del 2017 si è generato in Italia solo un lavoro ‘mordi e fuggi’, a dimostrarlo le rilevazioni dell’Inps di quest’oggi: il dato relativo alla crescita delle cessazioni dei contratti a tempo determinato, pari al 24.2%, è pressoché identico a quello delle assunzioni 26%”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Osservatorio Inps sul precariato
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“Finiti o ridotti gli sgravi il lavoro cresce, ma – denuncia la dirigente sindacale – è più povero in termini di stabilità, diminuisce il tempo indeterminato e cresce il tempo determinato, e più debole per durata e ore lavorate”.

Per Scacchetti “anche i dati relativi alla riduzione delle ore di cassa integrazione vanno letti con attenzione, specie se si guarda al grande utilizzo di quella straordinaria rispetto al periodo pre-crisi. Altrettanto preoccupante – aggiunge – la conferma dei dieci milioni di ore per la cassa ordinaria che da tempo continua a registrare questi numeri”. “Se si considera che i dati non tengono conto dell’utilizzo del FIS e del costante aumento delle domande di Naspi (+ 3,3%), appare evidente – sottolinea la segretaria confederale – che la situazione del sistema delle imprese è, pur in presenza di una congiuntura positiva, ancora molto difficile”.

“Riteniamo quindi necessario spostare il baricentro degli interventi sugli investimenti che possano generare occupazione. É importante – conclude Scacchetti – invertire la tendenza alla precarizzazione del mercato del lavoro che non favorisce la ripresa e impedisce sia il rafforzamento della crescita in termini qualitativi che la riduzione delle disuguaglianze”.