Infrastrutture: Cgil a Toninelli e Siri, nessuna marcia indietro su Ferrovie-Anas


Roma, 18 luglio – Sulla fusione Ferrovie-Anas, per la Cgil, non ci può essere nessuna marcia indietro. “Non si può giocare, o fare propaganda politica, usando una grande azienda di oltre 81mila dipendenti, con centinaia di tecnici ed ingegneri della progettazione di grande valore scientifico contesi in tutto il mondo, con fatturato di 11,2 miliardi di euro, con investimenti già programmati nei prossimi anni di oltre 100 miliardi di euro, già definiti nel piano industriale 2017-2026, molti dei quali sono destinati all’integrazione ferro-gomma e tra città e soprattutto alla connessione dei Porti del Sud del nostro Paese”. A replicare alle affermazioni del Ministro alle Infrastrutture, DaniloToninelli, e del Sottosegretario Armando Siri, è il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Colla, che si dice al contempo “certo che nel Governo non ci sia la volontà di riportare l’Italia nel vicolo del provincialismo. Ed in caso contrario – assicura – la Cgil sarà pronta a difendere il lavoro, in essere e futuro, lo sviluppo economico e l’equilibio ambientale del nostro Paese”.
Per il sindacalista, infatti “sarebbe un tragico errore rimettere in discussione la fusione di Ferrovie e Anas avvenuta con approvazione dell’Antitrust a gennaio 2018. Il nostro Paese – è il suo ragionamento – non può permettersi di tornare indietro a politiche di piccolo cabotaggio”.
L’analisi di Colla è che i partners europei hanno potenzialità economiche e di investimento molto più estese – i Francesi con Sncf fatturano 32 mld e i tedeschi con Dutsche Bahn 40 mld – e la loro programmazione di mobilità integrata è un’asse determinante per lo sviluppo economico e per la produttività di sistema del paese.
“Il piano ‘Connettere l’Italia’ da noi condiviso, – spiega il segretario confederale – aveva il pregio di ragionare finalmente in termini globali in merito al sistema delle infrastrutture, del trasporto, della logistica, della efficienza delle reti, quali elementi primari per dotare il sistema industriale e dei servizi in Italia e mantenerli tra i più competitivi a livello europeo. I benefici dell’integrazione di un grande operatore della mobilità verranno percepiti anche sui mercati internazionali – è ancora il convincimento di Colla per il quale “il fattore “tempo”, la certezza e la qualità del servizio, sono le prime garanzie richieste dagli investitori internazionali e anche del nostro Paese”.