Infanzia: Cgil, garantire diritti bambini, in Italia politiche insufficienti


“Le politiche dell’infanzia in Italia non sono ancora decollate”. E’ quanto afferma Vera Lamonica della Cgil Nazionale in merito a quanto emerso oggi dal 7° Rapporto su ‘I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia’ a cura del Crc. “E’ importante – afferma – che il Rapporto abbia approfondito il tema della prima infanzia (0-3 anni), soffermandosi sulla qualità dei servizi educativi e sull’inserimento dei bambini di questa età così delicata nelle comunità di accoglienza, quando cause di forza maggiore non consentono loro di rimanere nelle famiglie di origine. Studi consolidati di economisti, medici, sociologi e psicologi – sottolinea Lamonica – dimostrano, infatti, come in questa fascia d’età si strutturino conoscenze e comportamenti che influenzano le scelte nel corso di tutta la vita”.

“Tra le questioni analizzate nel Rapporto – prosegue la dirigente sindacale – la Cgil ritiene urgente che si determini un quadro di risorse certe e poliennali e che si definisca un assetto di governance in grado di integrare funzioni ed interventi delle istituzioni a tutti i livelli”. Per Lamonica si rende fondamentale l’assunzione di “impegni precisi” a partire dal concludere velocemente l’iter dell’attuale ddl 1260 che regolamenta il sistema educativo e scolastico integrato per la fascia di età che va da 0 a 6 anni. “Inoltre, il Governo – avverte Lamonica – deve subito avviare una discussione sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Infine, apprezzamento è stato espresso dalla dirigente sindacale della Cgil per l’annuncio della ricostituzione, a breve, dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia che dovrà lavorare ad un Piano per l’Infanzia.