Industria: Cgil, occorrono interventi strutturali, no ‘pannicelli caldi’


Roma, 10 giugno – “I dati sulla produzione industriale diffusi oggi dall’Istat dimostrano che la situazione non può essere affrontata con i ‘pannicelli caldi’ rappresentati dalle strategie, a zero contenuto di cambiamento, sin qui adottate dal Governo”. Lo afferma, in una nota, il segretario confederale della Cgil Emilio Miceli.

“Quanto rilevato oggi dall’Istituto nazionale di statistica – prosegue il dirigente sindacale – delinea un quadro che purtroppo conosciamo bene: aziende che vanno in crisi, che delocalizzano le produzioni o che cessano l’attività. Dietro ad ognuna di queste ci sono lavoratrici e lavoratori che perdono la loro occupazione, o che sono costretti a sopravvivere attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali”. “Al ministero dello Sviluppo Economico – ricorda Miceli – i tavoli di crisi aumentano, interessando oltre 200mila lavoratori, mentre a quello del Lavoro si registra il +78% di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. Un quadro estremamente grave dimostrato anche dal calo del 17% della produzione di autoveicoli nell’ultimo anno”.

Per il segretario confederale “occorrono interventi strutturali ed una seria politica industriale, come stanno chiedendo da mesi le mobilitazioni sindacali e come faranno i metalmeccanici venerdì prossimo. Il Governo – conclude Miceli – la smetta di descrivere un ‘Paese che non c’è’, e avvii un serio confronto con le parti sociali per uscire da una situazione che appare senza ritorno”.