Incontro al Ministero su Piano sociale nazionale


Ieri, 16 ottobre, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è svolto l’incontro della rete della protezione e dell’inclusione sociale (di cui come parti sociali siamo componenti) ai fini dell’adozione del Piano sociale nazionale cui è collegato il riparto del fondo, così come previsto dall’articolo 21, comma 6, lettera a) del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147.

Se tra il 2008 e il 2010 i trasferimenti del Ministero alle Regioni sono stati drasticamente ridotti (se non sostanzialmente azzerati nel 2012), con la legge di stabilità del 2015 si è provveduto a stabilire una dotazione finanziaria annua, strutturale, di 300 milioni a decorrere dal 2015.

Il provvedimento che assegna le risorse alle Regioni e alle Province autonome prevede inoltre che venga realizzato un monitoraggio degli interventi attivati con il Fondo nazionale nel penultimo anno.

I risultati del monitoraggio sulla spesa sociale al 2016 sono nel documento allegato, insieme alla proposta di criteri di riparto che ci è stata presentata.

Il dato più rilevante è la fortissima sperequazione della spesa pro-capite non solo tra Nord e Sud ma tra ambiti territoriali, anche di una stessa regione. In relazione a questo dato si sottolinea la necessità di definire dei livelli essenziali delle prestazioni sociali come unico modo di intervenire su una forbice così ampia, però, non ci sono le risorse necessarie.

Noi non abbiamo mai smesso di sostenere questo obiettivo, la cui attualità oggi è rafforzata anche dalle iniziative in corso sulla cosiddetta “autonomia differenziata” delle Regioni.

In relazione a questo contesto e all’esistenza di fondi “dedicati” a povertà e non autosufficienza, si propone di ripartire il fondo per il 60% in maniera “indistinta” e il 40% vincolato ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza, esclusi nidi e scuole dell’infanzia, che rientrano nei percorsi formativi di competenza del MIUR (Ministero Istruzione, Università e Ricerca).

La scelta, che abbiamo condiviso, serve anche per avviare la definizione di livelli essenziali delle prestazioni per l’infanzia e l’adolescenza.

Download the PDF file .