Ilva: Fiom e Cgil, soddisfazione per firma ipotesi accordo per lavoro, diritti e ambiente


ASCOLTAintervista a Maurizio Landini ‘La lezione dell’Ilva’ su RadioArticolo1 (10/09/2018)

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ASCOLTA su RadioArticolo1 le dichiarazioni del segretario confederale della Cgil Maurizio Landini e della segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David

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Roma, 6 settembre – “Dopo una lunga notte di trattativa, abbiamo finalmente siglato l’ipotesi di accordo sull’Ilva, grazie anche al ruolo decisivo del Governo per lo sblocco della vertenza. Esprimiamo grande soddisfazione perché abbiamo ottenuto gli obiettivi che ci eravamo prefissati”, lo dichiarano in una nota congiunta la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David e il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini.

“ArcelorMittal ha accolto molte delle condizioni poste dalla Fiom Cgil – spiegano -. Per quanto riguarda l’occupazione si parte da 10.700 lavoratori assunti subito, che corrisponde al numero delle persone impiegate attualmente negli stabilimenti. Una soluzione – sottolineano – che prevede inoltre l’impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione sul salario e sui diritti, compreso l’articolo 18, come abbiamo chiesto fin dall’inizio della trattativa. Contemporaneamente partirà anche un piano di incentivi alle uscite volontarie”.

“Sono stati anche apportati miglioramenti importanti al piano ambientale – proseguono i due dirigenti sindacali – che portano all’accelerazione delle coperture dei parchi e a porre un limite fortissimo alle emissioni inquinanti. ArcelorMittal ha l’obiettivo di produrre 9 milioni e mezzo di tonnellate di acciaio, e lo dovrà fare nel rispetto dell’ambiente, facendo tutte le rilevazioni necessarie alla valutazione del danno sanitario a tutela della salute dei cittadini di Taranto. Un altro punto importante – spiegano – sui cui abbiamo raggiunto l’intesa è la conferma dell’accordo di programma di Genova”.

“L’accordo, però, per essere convalidato deve essere approvato dalle lavoratrici e dai lavoratori con un referendum” concludono Re David e Landini.