Il commento della Cgil alla Risoluzione DEF 2018


Come noto, le elezioni politiche e la complicata formazione del nuovo Governo Conte,
oltre che dilazionare i tempi di elaborazione e trasmissione, hanno comportato una
redazione parziale del Documento di Economia e Finanza 2018 (Programma di Stabilità,
Analisi e Tendenze della Finanza pubblica, Programma Nazionale di Riforma e 8 specifici
allegati), da parte del Governo Gentiloni, che si è limitato all’aggiornamento delle
previsioni tendenziali dell’economia e della finanza pubblica, senza dunque la definizione
di un nuovo quadro programmatico 2019-2021. In sede di Audizione preliminare all’esame
del Parlamento, il 15 maggio scorso la CGIL ha espresso la propria valutazione e
presentato le proprie proposte di politica economica e di riforme.
Il 19 giugno 2018, dopo la presentazione del provvedimento – rispettivamente da parte
della Lega al Senato (Sen. Bagnai) e di M5S alla Camera (On. D’Incà) – è stata approvata
la risoluzione di maggioranza al DEF 2018 (Atto n. 6/00002, una delle cinque risoluzioni
presentate dai vari gruppi parlamentari) con cui si impegna il Governo a presentare alle
istituzioni europee il nuovo quadro programmatico macroeconomico e di finanza pubblica.
In sintesi, il Parlamento ha stabilito l’impegno del Governo Conte a individuare le misure
utili:
– a favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l’aumento dell’IVA e delle
accise (12,4 miliardi di euro solo nel 2019);
– a realizzare gli interventi prioritari per dare attuazione al programma di Governo;
– a rispettare gli impegni europei sui conti pubblici per il triennio 2019-2021, da
riconsiderare e ricalcolare in ragione dei punti precedenti, oltre che del peggioramento
della congiuntura economica.

Poi, in base alle raccomandazioni della Commissione europea e al riscontro del Consiglio
europeo, il Governo dovrà redigere la Nota di aggiornamento del DEF a settembre e il
conseguente disegno di legge di Bilancio per il prossimo triennio.
Nella discussione parlamentare (vedi il resoconto), il neo Ministro dell’Economia e delle
Finanze Tria ha approfondito i suddetti punti anticipando alcune posizioni e misure.
Proprio in conclusione del suo intervento il Ministro ha scandito i lineamenti della politica
economica del Governo, dichiarando di voler “coniugare crescita e occupazione con la
sostenibilità del debito”. Un approccio molto simile a quello dei governi precedenti più che
al “contratto per il governo del cambiamento” giallo-verde e alle dichiarazioni dei massimi
esponenti di Lega e M5S, in cui si prendevano le distanze dall’austerità e, talvolta, si
annunciava il mancato rispetto dei vincoli europei, finanche paventare l’uscita dell’Euro.

LEGGI il commento integrale alla risoluzione Def 2018

ASCOLTA il podcast della puntata di ‘Economisti erranti’ (ogni venerdì alle 11:00 su Radio Articolo 1), nella quale è stato affrontato questo stesso tema: “Def, in direzione ostinatamente contraria”.