Evento di lancio della traduzione in italiano dei GRI Standards – Milano, 30 settembre 2019


Il convegno, organizzato dal GRI (Global Reporting Initiative), aveva l’obiettivo di presentare la traduzione in italiano dell’ultima versione del più recente strumento di rendicontazione sociale elaborato dal GRI, i GRI Standards, pubblicati nel 2016 1.

L’importanza che riveste tale strumento di rendicontazione emerge da un dato: oggi il 75% delle 250 imprese più grandi del mondo utilizza i GRI Standards per pubblicare il proprio bilancio di sostenibilità. Per quanto riguarda l’Italia, fra il 2000 e il 2019 le aziende del nostro paese hanno pubblicato 883 bilanci di sostenibilità, l’82% dei quali utilizza gli strumenti del GRI. Nei prossimi mesi sarà avviato l’aggiornamento dei GRI Standards, processo che di solito coinvolge anche le parti economiche e sociali a livello internazionale. Sarà rivista in modo particolare la parte riguardante gli strumenti per la rendicontazione dei diritti umani.

Come è noto, la Direttiva comunitaria 2014/95/EU ha imposto nel 2014 l’obbligo alle imprese di interesse pubblico (quotate in Borsa, banche e compagnie di assicurazione) con oltre 500 dipendenti e sede nell’UE di pubblicare un bilancio di sostenibilità. Per agevolare l’ottemperanza di questo obbligo, la Commissione europea ha pubblicato nel 2017 delle linee guida volontarie sulla rendicontazione dell’informazione non finanziaria e, a giugno di quest’anno, anche delle linee guida, sempre volontarie, su come rendicontare le informazioni relative all’impatto che le azioni e decisioni delle aziende hanno sul clima. La Direttiva europea ha rilanciato l’interesse sui bilanci di sostenibilità, aprendo nuovi orizzonti agli strumenti di rendicontazione del GRI.

Sono stati numerosi gli interventi al convegno. Sara Lovisolo, responsabile politiche di sostenibilità in Borsa Italiana, ha affermato che per la rendicontazione bisogna andare al di là del dibattito fra obbligatorio e volontario, prestando attenzione anche alle esigenze delle imprese di minori dimensioni. Anche Borsa Italiana ha recentemente pubblicato un documento che intende guidare le società nella rendicontazione non finanziaria.

È poi intervenuta Filomena Maggino, presidente della nuova Cabina di regia “Benessere Italia”, istituita dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a luglio di quest’anno. Questa Cabina sosterrà in ambito tecnico e scientifico il Presidente del Consiglio nell’ambito delle politiche del benessere e della valutazione della qualità della vita dei cittadini. Sono tre le principali attività della Cabina “Benessere Italia”: coordinare e monitorare le attività specifiche dei Ministeri; aiutare le amministrazioni regionali a promuovere le buone pratiche sul territorio; elaborare specifiche metodologie e linee guida per la rilevazione e la misurazione degli indicatori della qualità della vita. La Cabina, inoltre, avrà il compito di sostenere, potenziare e coordinare le politiche e le iniziative del Governo italiano per il Benessere Equo e Sostenibile (BES) e per la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS), nell’ambito degli impegni sottoscritti dall’Italia per l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Maggino, docente di statistica sociale all’Università di Roma, ha anticipato che i primi due temi dei quali si occuperà la Cabina di regia saranno la mobilità sostenibile e e il cibo.

Guglielmina Onofri, che in CONSOB si occupa della vigilanza sulla correttezza delle informazioni non finanziarie pubblicate dalle società italiane tenute ad applicare la Direttiva comunitaria 2014/95 sull’informazione non finanziaria, ha ricordato che CONSOB ha anche il compito di sanzionare quelle società che pubblicano informazioni non veritiere.
Nel 2017 sono state 210 le società che hanno ottemperato all’obbligo previsto della Direttiva comunitaria 2014/95 e CONSOB non ha comminato alcuna sanzione. Nel 2018 cinque società non obbligate a ottemperare alla Direttiva comunitaria hanno pubblicato una rendicontazione non finanziaria, in aggiunta a quelle che vi erano obbligate. Onofri ha messo in evidenza che il 100% delle società che hanno pubblicato un bilancio di sostenibilità ha seguito i GRI Standards. Il 25% di queste appartengono al settore finanziario; seguono quelle operanti nei servizi alla clientela e nell’industria.