Eni: sindacati chiedono incontro urgente a Renzi


Di seguito riportiamo la lettera inviata oggi da Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo e dai segretari generali di Filctem, Femca, Uiltec, Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani al Presidente del Consiglio Matteo Renzi con la richiesta di un incontro urgente in merito alla vertenza Eni. Sullo stesso tema, sabato 5 dicembre si terrà a Roma un’Assemblea pubblica nazionale Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil dal titolo ‘Eni abbandona il Paese, il Governo faccia chiarezza’.

Egregio Presidente,

ENI ha recentemente ribadito, attraverso l’Amministratore Delegato De Scalzi, la volontà di concentrare le proprie attività sulla ricerca, produzione ed estrazione di petrolio e gas, uscendo di fatto dal controllo prima di SNAM e poi da SAIPEM come annunciato recentemente con l’intervento del Fondo Strategico di Cassa Depositi e Prestiti, e annunciando l’ipotesi di cessione della quota di maggioranza di VERSALIS (chimica) e notizie sempre più diffuse dicono anche di GAS & POWER (parte Retail).

Queste scelte comportano come conseguenza una presenza industriale di ENI nelle sole attività di estrazione del nostro paese, tra l’altro fortemente in difficoltà in questa fase e di cui non è ben chiaro il futuro, mentre la raffinazione di prodotti petroliferi sembra anch’essa non fare più parte del core-business.

In particolare la possibile cessione della quota di maggioranza e quindi il controllo delle attività chimiche di VERSALIS, rischia a nostro avviso di mettere in discussione gli assetti produttivi e l’occupazione di un settore giustamente considerato strategico a livello europeo per l’industria manifatturiera.

VERSALIS per quasi un ventennio non ha avuto un vero Piano Industriale, anzi abbiamo assistito al susseguirsi di cessioni, chiusure, joint-venture fallite, che hanno pesantemente dilapidato un patrimonio produttivo e occupazionale tra i più importanti e qualificati del mondo: nel 2012 è stato presentato un Piano Industriale che finalmente affrontava le questioni dell’efficientamento e ammodernamento degli assetti impiantistici e dei business, in particolare puntando su quello della chimica verde, seppur attraverso riorganizzazioni e ristrutturazioni, con investimenti per circa 1,6 miliardi, di cui ad oggi realizzati solo circa 400 milioni.

Proprio sulla chimica verde si è riposizionata la nuova strategia di VERSALIS, un settore in grande crescita e che riveste grande importanza sul piano della ricerca, della innovazione e per la creazione di una nuova filiera produttiva e occupazionale, con la riconversione di due siti, P.Torres e Porto Marghera e Gela, il cui progetti però sono rimasti a metà.

Le scriventi Federazioni Nazionali esprimono forte preoccupazione per le possibili conseguenze di queste scelte che rischiano di far venir meno il ruolo industriale di ENI, di cui è stata sempre uno degli assi portanti, e del ruolo sociale indiscusso che ha avuto nella sua storia in particolare in importanti aree del paese.

FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, fortemente contrarie a che questa prospettiva si realizzi, sono a chiedere un suo gentile interessamento alle questioni sollevate unitamente ad un incontro urgente al fine di poter esprimere queste preoccupazioni e mettere in evidenza le ragioni che stanno portando in queste settimane la categoria ad iniziative di sciopero e manifestazioni.

In attesa di un Suo cortese riscontro, porgiamo distinti saluti