Energia: nota su legge di bilancio 2017


Il Ddl bilancio 2017 è all’esame del Parlamento con il numero AC 4127 si compone di 105 articoli.

Per quanto riguarda l’energia troviamo all’art. 2 la proroga e il rafforzamento dell’Ecobonus: un anno in più fino al 31/12/2017 per le detrazioni al 65% per le riqualificazioni energetiche che salgono a 5 anni in più se si tratta di interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali e degli istituti autonomi per le case popolari.
La detrazione aumenta al 70% per interventi sull’involucro e al 75% per il miglioramento della prestazione energetica invernale e estiva.

All’art. 9 è  prevista la riduzione per il 2017 del canone Rai a 90 euro anno sempre nella bolletta elettrica.

All’art. 77 è previsto il varo entro giugno 2017 del Piano Strategico per la Mobilità sostenibile.
Nel dettaglio si prevede un incremento di 200 milioni di euro per il 2019 e di 250 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033 per il fondo istituito dalla legge di stabilità per il 2016, finalizzato all’acquisto diretto di mezzi adibiti al trasporto pubblico locale e regionale con tecnologie innovative in attuazione degli accordi internazionali ( Cop 21 Parigi 2015) nonché della normativa comunitaria ( Direttiva Dafi carburanti alternativi).

COMMENTO:
positiva la valutazione per quanto riguarda l’art. 2 per il mantenimento dell’Ecobonus per l’efficienza energetica nell’edilizia e la sua estensione ai condomini.
Il provvedimento darà ancora forte impulso all’occupazione e alla filiera industriale interessata.

Non soddisfacente invece  l’art. 77 per il debole stanziamento finanziario previsto, non sufficiente ad affrontare la transizione al trasporto sostenibile, tenendo conto che altri paesi europei, ad esempio la Germania, hanno stanziato per il piano decennale 2016-2026 per sviluppare il trasporto sostenibile con carburanti alternativi 20 mld di euro, cioè 2 miliardi all’anno.
Il Governo italiano propone  250 milioni all’anno dal 2020 al 2033.
Si corre il rischio di non rispettare ne gli impegni sottoscritti a COP 21 di Parigi 2015, ne le prescrizioni previste dalla direttiva “Dafi “ 2014/94 UE, sulle infrastrutture per la mobilità sostenibile e carburanti alternativi, con forti ricadute negative in termini di produzione industriale e dell’occupazione del settore.