Energia e ambiente: 31 gennaio al Mise il caso Sardegna. L’unica area in Europa senza gas

Cgil, sviluppo sì purché sostenibile


Roma, 30 gennaio – Nuovo incontro domattina al Mise sulla riconversione energetica nazionale che segue l’esame della centrale di La Spezia di martedi scorso e che stavolta è dedicato alla Sardegna ed in particolare alle due centrali oggi a carbone del Sulcis e di Fiumesanto.
I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie Filctem, Flaei e Uiltec ritengono che per realizzare il processo di riconversione e di uscita dal carbone sia necessaria prioritariamente dotare la Sardegna delle forniture di gas, che assicura la continuità energetica sia per il sistema produttivo che per gli usi civili.
La Sardegna è la sola regione in Europa che non ha la garanzia della metanizzazione, unico vettore oggi possibile per dare certezza di sviluppo e di crescita dell’occupazione.
Al tavolo di domattina, il sindacato unitariamente chiederà alla Sottosegretaria Alessandra Todde di mantenere gli impegni istituzionalmente assunti riguardo la realizzazione della metanizzazione della Sardegna.
“Vogliamo ribadire che l’utilizzo del gas nell’isola è la condizione essenziale per l’indispensabile transizione energetica verso l’incremento delle energie rinnovabili” ha detto alla vigilia dell’incontro il Vicesegretario generale della Cgil, Vincenzo Colla. “Tale percorso -ha proseguito- è inoltre condizione per assicurare uno sviluppo sostenibile sia per l’ambiente che per il sistema produttivo e per mantenere e creare nuovo lavoro, coerentemente con il Piano energetico nazionale del Paese, già definito dal Governo e da noi condiviso”.
“Ovviamente, per noi domani la priorità sarà rivolta al futuro delle lavoratrici e dei lavoratori oggi impegnati nelle due centrali a carbone (oltre 1.000 addetti), -ha insistito Colla- ma abbiamo attenzione all’intera filiera delle produzioni manifatturiere dell’isola che risentirebbero della mancata produzione dell’energia termica che alimenta il sistema industriale dell’isola”.
Al tavolo, che prenderà il via alle ore 11, parteciperanno oltre ai ministeri interessati, anche le aziende produttrici di energia della Sardegna, le associazioni ambientaliste, gli enti locali e la Regione.