Donne: Cgil, nessun salto di qualita in piano antiviolenza


“Il tanto sollecitato Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale di genere, finalmente illustrato oggi, dimostra che si è rinunciato a quel salto di qualità che dopo lunga attesa dal varo della legge contro il femminicidio del 2013 ci si aspettava dal Governo per combattere la violenza contro le donne, in continuo aumento nel nostro Paese”. E’ il commento di Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil.

“Sebbene la Convenzione di Istanbul per prevenire e punire la violenza maschile, entrata in vigore lo scorso 1 agosto e ratificata dal Parlamento italiano pressochè’ all’unanimità, tracci con chiarezza la necessità di una fitta rete di sostegno e di protezione delle vittime – argomenta Taddei – i centri antiviolenza vengono di fatto depotenziati. A loro saranno destinate cifre irrisorie, che non miglioreranno la condizione perenne di instabilità in cui da anni operano nella loro funzione essenziale di prevenzione. A essere finanziate saranno soprattutto reti di carattere istituzionale, in base a una programmazione fatta dalle Regioni. Mentre diventa marginale il prezioso ruolo dell’Istat, che fino a oggi ha elaborato i dati di violenza di genere nel nostro Paese”.

“Insomma, ci troviamo di fronte all’ennesimo esempio di scarso rispetto istituzionale per l’autodeterminazione delle donne” conclude la dirigente sindacale.