Dl Semplificazioni: Cgil, giusti obiettivi, ma non tutti gli strumenti


Roma, 28 luglio – “Consideriamo, al netto di alcuni giusti provvedimenti di semplificazione e velocizzazione delle procedure d’appalto, che le ulteriori modifiche apportate al Codice dei Contratti Pubblici rischiano di determinare nuove incertezze sul quadro normativo e dunque non costituire un elemento di semplificazione. Il rischio è quello di snaturare e disarticolare la legislazione sugli appalti, riducendo gli spazi di trasparenza senza raggiungere l’obiettivo di velocizzare la tempistica di cantierizzazione delle opere”. Così la Cgil nazionale in una nota al termine dell’audizione di oggi al Senato su dl Semplificazioni.

“Legalità e trasparenza – prosegue la Confederazione – saranno fortemente compromessi ad esempio con la possibilità massiccia di utilizzo dei meccanismi per l’affidamento diretto fino a 150mila euro, con l’eccessiva dilatazione, nei cosiddetti appalti sottosoglia, delle procedure negoziate senza bando di gara, e con l’indiscriminata possibilità di poter utilizzare le procedure emergenziali negli appalti sopra soglia”. “La preoccupazione di tutti – aggiunge il sindacato di corso d’Italia – dovrebbe essere quella di impedire che le ingenti risorse finanziarie che saranno impegnate vadano ad alimentare essenzialmente, come già accaduto, un sistema degli appalti pubblici fortemente opaco e degenerato e dove ampissimi sono stati gli ambiti di corruzione e penetrazione delle mafie”.

Sui temi ambientali la Confederazione rileva che nel dl Semplificazioni vi siano “luci e ombre”. “Sono positive – spiega – tutte quelle norme che accelerano il Green deal e affrontano il processo di transizione e decarbonizzazione. Esprimiamo contrarietà e preoccupazione per alcuni degli articoli che, se non modificati, invece di semplificare le procedure per favorire la riconversione ecologica, potrebbero avere un effetto negativo sull’ambiente. Conseguenze pesanti su: valutazione di impatto ambientale, bonifiche e siti di interesse nazionali per i quali è prevista la possibilità di certificare l’avvenuta bonifica anche solo per la matrice suolo, escludendo le matrici sottosuolo e acque. Inoltre, valutiamo criticamente le cosiddette ‘tolleranze costruttive’ che rappresentano un punto su cui porre molta attenzione, perché legittima abusi, seppur minori”.

“Pur condividendo l’obiettivo generale di facilitare la realizzazione degli investimenti, soprattutto oggi in vista delle risorse erogate dall’Unione europea, occorre – conclude la Cgil – modificare alcune norme e scegliere gli strumenti giusti che garantiscano la correttezza delle procedure”.