Dl Recovery: Landini, bene Protocollo d’Intesa Governo e parti sociali

Esecutivo ora ci convochi per definire regole di confronto e partecipazione


Roma, 24 luglio – “E’ positivo che la Camera abbia colto alcune delle proposte di emendamento presentate dalla Cgil insieme a Cisl e Uil e corretto il decreto 77/2021 ‘Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e Semplificazioni’, istituzionalizzando così un modello di relazioni sindacali e di confronto preventivo sugli investimenti e le riforme del PNRR”.
 
Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dopo il voto della Camera al dl Recovery, commenta il testo dell’art. 8 comma 5 bis che recita testualmente: “Nell’ambito di un protocollo d’intesa nazionale tra il Governo e le parti sociali più rappresentative, ciascuna amministrazione titolare di  interventi previsti nel PNRR prevede lo svolgimento di periodici tavoli di settore e territoriali finalizzati e continui sui progetti di investimento e sulle ricadute economiche e sociali, sulle filiere produttive e industriali nonché sull’impatto diretto e indiretto anche nei singoli ambiti territoriali e sulle riforme settoriali e assicura un confronto preventivo sulle ricadute dirette o indirette sul lavoro dei suddetti progetti”.
 
“Siamo convinti – aggiunge il leader della Cgil – che la partecipazione delle parti sociali a tutti i livelli, incluso quello territoriale, è fondamentale per garantire la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate, e per la coesione sociale, nell’interesse di tutto il Paese”.
“Lo strumento individuato – un Protocollo d’Intesa nazionale tra il Governo e le parti sociali più rappresentative – riprende le positive esperienze che, durante la fase più acuta della pandemia, hanno consentito di garantire sicurezza e lavoro”, prosegue Landini.
“Il PNRR rappresenta uno strumento importante per superare divari territoriali, disuguaglianze economiche e sociali e per affrontare la transizione digitale e verde. Un cambiamento profondo del nostro modello di sviluppo con effetti diretti sul lavoro, sulle condizioni materiali di lavoratori e cittadini che può avvenire solo se verrà assicurato il massimo coinvolgimento. Rapidamente, quindi, il Governo ci convochi per definire le regole di confronto e partecipazione”, conclude il segretario generale della Cgil.