Dl Imprese: Cgil, misure tampone per risoluzione crisi, ancora nodi critici su riders


Roma, 30 ottobre – “Misure tampone che non affrontano in maniera strutturale le varie situazioni di crisi causate dal termine delle coperture di integrazioni salariali e di sostegno al reddito. Per i riders vengono introdotti alcuni principi fondamentali, ma non viene riconosciuto loro il lavoro subordinato, e quindi non viene inserito nei contratti collettivi nazionali”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta il decreto recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali appena approvato alla Camera.

La dirigente sindacale individua alcune “norme condivisibili, come il rafforzamento degli organici dell’Inps e dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Interventi apprezzabili – prosegue – quelli finalizzati alla stabilizzazione del personale Anpal Servizi, anche se ancora non si dà certezza a tutti i 654 operatori, così come da tempo richiesto dai sindacati. Interventi modesti e non risolutivi quelli per i lavoratori socialmente utili. Si dovrà quindi intervenire in legge di Bilancio per garantire, nel tempo, la stabilizzazione di tutti gli Lsu, e rifinanziare tutte le proroghe degli ammortizzatori sociali in scadenza”.

In merito alle norme sui riders, e non solo, Scacchetti afferma “riteniamo positivi: l’ampliamento della platea delle collaborazioni etero-organizzate; gli interventi sulla gestione separata, anche se non risolutivi; l’estensione di alcuni diritti anche ai lavoratori autonomi, in particolare delle tutele Inail; i divieti di retribuzione a cottimo e di discriminazione”. “Purtroppo, restano ancora dei punti critici. Non viene limitato – spiega la dirigente sindacale – l’utilizzo delle collaborazioni autonome occasionali e delle partite Iva, proposta contrattuale, quest’ultima, oggi più diffusa tra i riders. Inoltre, i lavoratori del food delivery dovranno comunque aspettare un altro anno per vedersi riconosciuta la norma sulla determinazione dei compensi”.

“Serve aprire una nuova stagione di confronto nella quale affrontare organicamente e strutturalmente temi come la tutela del lavoro e la risoluzione delle crisi nelle aree complesse e non solo, a partire dall’emergenza ammortizzatori, e risolvere le questioni ancora aperte dei ciclo-fattorini, includendoli, una volta per tutte, nei Ccnl”, conclude Scacchetti.