07/05/2011
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La CGIL Basilicata esprime grande soddisfazione per la larga adesione allo sciopero che abbiamo registrato, oltre la nostra rappresentanza, confermata anche dalle coloratissime e partecipate manifestazioni di piazza di Potenza e Matera. Anche in Basilicata i lavoratori, le lavoratrici, i pensionati, i precari, i migranti si sono fermati e si sono fatti sentire, per cambiare, per dire basta ad una politica di sviluppo del Paese inesistente.
“Un giorno di sciopero, un giorno di sacrificio per i tanti lavoratori e lavoratrici costretti tutti i mesi a fare i conti con buste paga sempre più 'magre'”. Ha dichiarato Antonio Pepe Segretario Generale CGIL Basilicata. “L'Italia che lavora e che paga le tasse - ha aggiunto - non si rassegna alla deriva in cui il Paese si trova, all'emergenza democratica in cui tutti i giorni viviamo, ai colpi di teatro a cui il Governo ci ha ormai abituato, cancellando, tanti diritti che sono stati conquistati grazie alle tante lotte del movimento dei lavoratori, che si sono messi in gioco ed hanno conquistato il contratto collettivo nazionale di lavoro e l'elezione dei delegati da parte dei lavoratori”.
In Basilicata 11000 posti di lavoro persi negli ultimi due anni, nei settori produttivi, a cui si aggiungono i 3500 del settore della scuola e il vastissimo stuolo di precari della Pubblica Amministrazione.
“Oggi siamo scesi in piazza per chiedere una politica che sappia ascoltare - ha spiegato Antonio Pepe - che metta in atto tutto quanto è possibile per sconfiggere la piaga del precariato diffuso, la disoccupazione giovanile e femminile. Ci stanno facendo pagare una crisi che non abbiamo generato né voluto, a partire dai tagli senza precedenti di risorse alla scuola pubblica, ai servizi sociali, alla sanità pubblica che producono ulteriore disagio sociale. Per contrastare questo modo di gestire l'economia del Paese agire in maniera collettiva, unita è l'unica via percorribile. Il federalismo fiscale, così come approvato, provocherà guasti irreparabili aumentando le divisioni territoriali e le diseguaglianze tra persone”.
“C'è necessità di una riforma fiscale equa - ha sottolineato il dirigente sindacale - che in primo luogo faccia pagare a tutti le tasse e reintroduca il principio di progressività spostando la ricchezza dalle rendite e dalla finanza al lavoro ed alla produzione. Per tali ragioni noi, il mondo del lavoro, abbiamo assunto e dobbiamo continuare ad assumere iniziative di lotta necessarie a determinare il cambiamento dell'orizzonte politico. Oggi, aderire allo sciopero è stato prima di tutto un diritto e poi un dovere nei confronti del nostro Paese della sua unità politica, sociale, economica e culturale prima che geografica. I cambiamenti non sono mai spontanei ma determinati dalla volontà degli uomini e delle donne, dal loro impegno diretto, dalla passione e forza che mettono per difendere i loro diritti e la loro dignità. Siamo ancora in tempo per salvare il paese - ha concluso il Segretario Generale CGIL Basilicata - e per ricostruire la coscienza sociale perduta, per riannodare il filo di un nuovo modello di sviluppo sociale, politico ed economico che metta al centro il lavoro e i suoi diritti”.
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