Si è svolto oggi a palazzo Chigi l'incontro tra il governo e le parti sociali sull'emendamento, in materia previdenziale, presentato ieri dal governo al decreto anti-crisi e che prevede un aumento graduale dell'età pensionabile per le donne nel pubblico impiego a partire dal prossimo anno e dal 2015 per tutti in relazione all'aumento delle aspettative di vita.
La riunione è stata presieduta dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Presenti i ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, del Lavoro, Maurizio Sacconi, e della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Per la Confindustria era presente il vice presidente, Alberto Bombassei, mentre la delegazione dei sindacati era composta per la CGIL da Morena Piccinini, per la CISL da Maurizio Petriccioli, per la UIL da Domenico Proietti e per l'UGL Maurizio Mollicone.
La CGIL giudica 'inaccettabili' le norme sulla previdenza decise dal governo e annuncia che si opporrà in tutti i modi al provvedimento. Lo ha detto il segretario confederale, Morena Piccinini, al termine della riunione a Palazzo Chigi. Critiche da Corso d'Italia sia all'aumento dell'età pensionabile per le statali dal prossimo anno che alla disposizione che lega l'età pensionabile all'aspettativa di vita dal 2015: "è un sistema iniquo e non sostenibile socialmente".
Secondo la sindacalista, i due provvedimenti insieme ''sono solo una cosa: dire ai giovani che lavoreranno di più per prendere meno". Per Piccinini, non ci sono neanche garanzie che l'aumento dell'età per le donne non venga esteso anche al settore privato. "Tutte le donne sono colpite dal provvedimento - ha aggiunto - non solo le statali". Legare poi dal 2015 l'età pensionabile all'aumento delle aspettative di vita non significa altro, ha detto ancora, che un ulteriore innalzamento dell'età pensionabile. "L'affermazione secondo la quale il sistema è neutro rispetto alle aspettative di vita è una finzione perchè è già contenuto nella Dini l'adeguamento in relazione alle aspettative di vita con la logica dei coefficienti", ha osservato la sindacalista chiedendo con forza che si torni al meccanismo flessibile previsto dalla riforma Dini per andare in pensione.