Def: Cgil, insufficienti gli investimenti per lavoro e sviluppo

“Lo sforamento del rapporto deficit/pil avrebbe dovuto essere utilizzato per rispondere ai bisogni del Paese, a partire da investimenti e risposte su lavoro e welfare”


Roma, 28 settembre – “Gli interventi decisi dal Governo, e quindi anche le scelte di sforamento del rapporto deficit/pil, devono rispondere alle necessità del Paese e non al mero consenso elettorale, come la Flat  tax”. È il giudizio della Cgil all’indomani dell’approvazione del Consiglio dei ministri della nota di aggiornamento del Def.

Per la Cgil “le priorità devono essere gli investimenti e il lavoro; le infrastrutture materiali e le infrastrutture sociali per ridurre le disuguaglianze; la messa in sicurezza del territorio; la riduzione dei divari territoriali. Su questi punti si sarebbe dovuto intervenire coraggiosamente con un piano di investimenti finalizzato a crescita e sviluppo sostenibile”.

“In attesa dei testi e della loro traduzione nella legge di bilancio – prosegue il sindacato di corso d’Italia – alcune operazioni ci sembrano mere partite di  giro, poiché per finanziare gli interventi vengono ridotti altri strumenti, o si prefigurano ulteriori nuovi tagli sul welfare”. “Sul fisco – sottolinea – si sceglie di non abbassare le imposte a lavoratori e pensionati e di non combattere seriamente l’evasione fiscale, ma si annulla il criterio della progressività a favore di pochissimi e si annuncia l’ennesimo condono fiscale”.

“La legge di bilancio dovrà nei prossimi giorni tradurre in scelte concrete la traccia contenuta nel Def: è necessario e urgente aprire un confronto con le organizzazioni di rappresentanza del lavoro. Vorremmo – conclude la Cgil Nazionale – evitare di misurare a posteriori la distanza tra le parole e i fatti, come ci sembra di poter affermare in relazione alle misure previste per Genova, dove lavoro e prospettive per la città sono scomparse o sono state fortemente ridimensionate”.