Corte Strasburgo: Cgil e Silp Cgil, sentenze giuste e attese

“Correggere e implementare norma su reato tortura per tutelare cittadini e lavoratori in divisa”


Roma, 26 ottobre – “Le sentenze, giuste e attese, con cui la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato lo Stato Italiano sono destinate a lasciare il segno, ed evidenziano l’arretratezza del nostro impianto giuridico sul tema dei diritti umani e civili e sul reato di tortura”. Lo affermano, in una nota congiunta, il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra e il segretario generale del Silp Cgil Daniele Tissone.

“Il reato di tortura – proseguono i due dirigenti sindacali – è presente in tutti gli ordinamenti dei paesi democratici avanzati. La sua introduzione in Italia era necessaria sia per dare maggiore garanzie ai cittadini e per fare giustizia in casi come il G8 di Genova, sia per tutelare il lavoro dei poliziotti onesti e perbene. Ma per poter conseguire realmente questi obiettivi – sottolineano – la norma in vigore da luglio deve essere corretta e implementata”.   

Massafra e Tissone aggiungono poi che “occorre essere inflessibili con chi, poliziotti o guardie carcerarie, commette abusi e torture, come accaduto nella caserma di Bolzaneto e nel carcere di Asti”.

“Le due sentenze – concludono i segretari di Cgil e Silp – siano un monito, per chi opera nel comparto sicurezza a tutti i livelli e per la politica, che è chiamata ora a recuperare ritardi insopportabili”.