Coronavirus: Cgil, utili chiarimenti Inail su responsabilità imprese per contagio su lavoro


Roma, 15 maggio – “Riteniamo utili i chiarimenti contenuti nella nota dell’Inail sulla responsabilità delle imprese per contagio Covid – 19 su lavoro, molte questioni rimangono però ancora aperte”. Così la segretaria nazionale della Cgil, Rossana Dettori.

“Il comunicato stampa dell’Istituto – sottolinea la dirigente sindacale – riprende e riafferma i corretti profili di responsabilità nel contesto dell’epidemia da Covid-19, che erano, però, già presenti e ben consolidati nel nostro ordinamento civile e penale e nel testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Comprendiamo che la nota sia stata in qualche modo determinata da campagne a volte strumentali, ma è stato opportuno che uno dei principali enti pubblici preposti alla prevenzione abbia operato in questo senso”.

“Vogliamo però in questa occasione – aggiunge Dettori – ribadire come, invece, per quanto riguarda le tutele e le prestazioni previste per lavoratori e lavoratrici, siamo ancora di fronte a rilievi problematici e molto preoccupanti. Abbiamo letto con qualche sorpresa l’intervista rilasciata dal presidente dell’Inail, Franco Bettoni, nella quale si afferma che, per riconoscere l’infortunio in caso di contagio del virus Covid – 19, l’Inail richieda una documentazione molto precisa dell’occasione e della modalità del contagio. Ciò a nostro avviso contraddice quanto affermato dallo stesso Istituto nella circolare 13, pubblicata qualche settimana fa, che assegnava il meccanismo di presunzione semplice (cioè un riconoscimento pressoché automatico) a lavoratori e lavoratrici dei settori cosiddetti “essenziali” che hanno continuato a fare il loro dovere (ad esempio in ospedale, nei supermercati, nella filiera agricola), e che nulla diceva però poi in merito a tutti i contagi nelle aziende derogate dai prefetti e nei settori non esplicitamente citati in quel documento”.

“Non vorremmo – conclude la segretaria della Cgil – che rimanessero al centro discussioni poco utili e che sfugga invece alle opportune azioni di chiarimento e implementazione quanto riguarda i diritti e le tutele già previste dal decreto Cura Italia (in vigore a tutt’oggi) e che sono direttamente dedicate a tutti quei lavoratori e lavoratrici che con senso di responsabilità, abnegazione e con tutte le loro capacità, hanno consentito la tenuta del paese nell’emergenza e che hanno pagato un prezzo per questo. Siamo sicuri che ci sarà modo di farlo con le opportune risorse e con un’ottica di responsabilità sociale condivisa”.