Coronavirus: Cgil, subito dispositivi di protezione riders per garantire servizio

Cgil: “riduzione delle consegne all’essenziale e ammortizzatori sociali anche per questa categoria”


Roma, 12 marzo – “Sollecitiamo con urgenza l’associazione Assodelivery a dotare le migliaia di ciclofattorini, che ancora continuano a svolgere attività di consegna a domicilio, degli strumenti di protezione individuale, altrimenti il servizio va sospeso. Al Governo, invece, chiediamo ammortizzatori sociali e che l’attività venga ricondotta alle consegne di beni di prima necessità”. Così, in una nota, la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.

“L’attività di consegna a domicilio – afferma la dirigente sindacale – non si è fermata, continua nel food, per le principali catene di ristorazione e per la consegna di altre tipologie di beni, compresi i medicinali. Migliaia di fattorini operanti per le principali piattaforme digitali, però, sono sprovvisti di dispositivi di sicurezza individuale: sono quindi molto esposti al contagio e, a loro volta, potrebbero esporre i clienti”. “Fattorini che – sottolinea Scacchetti – lavorano senza garanzie e tutele, ancora pagati a consegna, e che, nella maggior parte dei casi, non hanno neanche l’indennità di malattia, poiché operano prevalentemente con la forma dell’autonomo occasionale”

“Insieme a Cisl e Uil – prosegue Scacchetti – abbiamo scritto all’associazione Assodelivery per sollecitare urgentemente la consegna degli strumenti di protezione individuale (mascherine, guanti etc.) e riteniamo che, in assenza di protezioni, il servizio vada immediatamente sospeso. Non possiamo consentire, infatti, che il rischio ricada ancora sulle spalle dei lavoratori che in questo caso sono anche precari e vulnerabili”.

“Riteniamo necessario che il Governo preveda misure di ammortizzatori sociali anche per questa categoria di lavoratori e chiediamo – conclude la segretaria confederale – che l’attività di consegna a domicilio venga ricondotta alle consegne di beni di prima necessità”.