Coronavirus: Cgil, regolarizzazione sia prevista per tutti lavoratori migranti


Roma, 21 aprile – “Finalmente il dibattito sulla regolarizzazione dei migranti, soggiornanti in Italia, si sta sviluppando, ma rischia di articolarsi su presupposti sbagliati. Ad esempio l’ipotesi di limitare la regolarizzazione al solo settore agricolo è sbagliata e opportunistica, non tiene conto della condizione di ricatto e sfruttamento vissuta da tutte le lavoratrici e i lavoratori stranieri, attualmente sprovvisti di un regolare titolo di soggiorno, impiegati in vari settori dall’agricoltura, all’edilizia, al lavoro domestico e di cura, alla ristorazione, al commercio”. Ad affermarlo il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.

“L’abbiamo già affermato nell’appello che, insieme a Cisl e Uil, abbiamo rivolto  a Governo e Parlamento: oggi più che mai un provvedimento di regolarizzazione dei cittadini stranieri può avere una valenza economica e sociale per tutta la collettività, oltre che di emersione dal lavoro nero”.

“Regolarizzare i migranti significherebbe innanzitutto – spiega Massafra – riconoscere a tutti stessi diritti e tutele, annullando la concorrenza al ribasso con i lavoratori regolari, verrebbe così garantito anche l’accesso agli ammortizzatori sociali. Inoltre, imprenditori e famiglie potrebbero regolarizzare lavoratrici e lavoratori di cui già apprezzano le competenze. Infine, con la garanzia di iscrizione al Sistema Sanitario Nazionale si ridurrebbe il rischio di esposizione al contagio per tutti”.

“Come lo stesso Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero de Raho ci ha ricordato, l’emersione dall’irregolarità contribuirebbe ad ‘impedire alle mafie di continuare a gestire le difficoltà e le sofferenze di queste persone con la mannaia dell’intimidazione e del condizionamento’. Non è il momento delle furbizie, è il momento della responsabilità e della coerenza, per questo – conclude Massafra – chiediamo al Governo un provvedimento indispensabile di legalità e giustizia sociale”.


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