Coronavirus: Cgil e Fp, da dl prime riposte a Ssn ma chiarire tema quarantena lavoratori

Per curare i pazienti serve sicurezza per operatori


Roma, 10 marzo – “Un decreto atteso e necessario per dare risposte urgenti al rafforzamento del nostro sistema sanitario, a partire dalle necessarie assunzioni di personale, ma a cui dovranno seguire ulteriori provvedimenti per fronteggiare l’emergenza e rafforzare il sistema dei servizi essenziali, in particolare la Sanità”. Così Cgil e Fp Cgil commentano il decreto legge che prevede primi interventi straordinari sul sistema sanitario nazionale per far fronte all’emergenza coronavirus.

Il decreto, osservano, “contiene quindi importanti misure che vanno nella direzione di dare risposte emergenziali, in particolar modo sulle assunzioni e sulle forniture per il Servizio sanitario nazionale, ma anche misure che ci preoccupano e che andrebbero radicalmente modificate”. Tra queste, osserva il sindacato, “quella prevista all’articolo 7 del decreto 14 del 9 marzo 2020 in cui si prevede che la quarantena non si applica agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali, che dovranno sospendere l’attività solo nel caso di sintomatologia respiratoria e esito positivo per Covid-19”.

Tale previsione, secondo Cgil e Fp Cgil, “oltre a non chiarire a quale perimetro di servizi essenziali si riferisce, innestando per questa ragione molte richieste di chiarimenti, non può di certo essere la normale prassi di gestione delle misure precauzionali e di controllo. Al personale sanitario, che deve essere anzitutto dotato di tutti i dispositivi di prevenzione utili a tutelare la propria salute e quella dei pazienti solo in caso straordinari e di assenza di sostituzioni, può essere richiesto il ricorso a specifiche deroghe. Crediamo quindi che la norma vada superata da misure che hanno carattere straordinario di gestione dell’emergenza che non rischino di ingenerare condizioni per le quali chi lavora nel Ssn sia più esposto in termini di salute perché mancano le misure di prevenzione e sicurezza. In emergenza prima si curano i pazienti ma per farlo gli operatori devono farlo in sicurezza”, concludono.