Conferenza nazionale Green City – Linee Guida per le Green City


Nell’ambito della prima Conferenza Nazionale organizzata dal Green City Network (promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile), sono state presentate le “Linee guida per le Green City in Italia”, un pacchetto di misure articolate sui principali temi ambientali con la finalità di migliorare la qualità ecologica delle città, il benessere dei cittadini, l’inclusione sociale e promuovere sviluppo locale e nuova occupazione.
La CGIL lo scorso anno ha sottoscritto il Manifesto “La città futura”, proposto nell’ambito delle iniziative degli Stati generali della green economy. La nostra organizzazione, infatti, vede nello sviluppo sostenibile delle città, la chiave per affrontare le sfide cui oggi queste sono chiamate: dai temi urbani ai cambiamenti demografici, allo sviluppo economico e alla creazione di lavoro, all’impatto dei cambiamenti climatici. Per una una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. E’ perciò condivisibile il percorso che ha portato alla definizione del documento “Linee guida per le Green City in Italia” basato su un “green city approach”, cioè un approccio integrato e multisettoriale al benessere. Un approccio in linea con la Piattaforma per lo Sviluppo Sostenibile da noi recentemente proposta, che contiene anche il tema delle città, proprio perché nei contesti urbani sono strettamente integrati i principali fattori di sostenibilità ambientale.
Nel processo di consultazione che è stato attivato la CGIL ha proposto alcune osservazioni generali e alcune azioni specifiche, su temi per noi prioritari:

1. Tema della sostenibilità: nei contesti urbani il tema della sostenibilità implica la necessità di approfondire ambiti in maniera interrelata, inerenti l’urbanistica, l’economia, l’ambiente, entrando nel merito della valutazione, valorizzazione del patrimonio e partecipazione inclusiva della cittadinanza. Il Documento Unico di Programmazione (DUP) rappresenta un terreno avanzato per il confronto con le istituzioni e tra le parti sociali.
2. Tema della partecipazione democratica: oltre ad informazione e rendicontazione di attività, obiettivi, risultati, le politiche di pianificazione ed intervento devono prevedere un percorso di partecipazione democratica dei cittadini e di concertazione delle forze sociali.
3. Tema del lavoro: le politiche e le misure per le green city hanno ricadute occupazionali, con l’apertura anche di nuovi scenari ed ambiti lavorativi. Il Piano del Lavoro è lo strumento necessario per accompagnare tali politiche, definendo le nuove opportunità occupazionali, accompagnandole con nuove competenze, formazione, politiche attive del lavoro e giusta transizione per i lavoratori coinvolti nei processi di dismissione legati ai vecchi settori ad alte emissioni di carbonio.
4. Responsabilità sociale: le imprese possono implementare la partecipazione nelle politiche per le green city, adottando la responsabilità sociale d’impresa come campo d’iniziativa prioritario, attraverso azioni orientate a sostenibilità e domanda del territorio.

Alcune misure da noi proposte sono state inserite nel documento presentato:
1. promuovere il recupero di manufatti edilizi e la rigenerazione urbana, attraverso operazioni di bonifica dei siti inutilizzati. Il tema del riutilizzo è importante in termini di rilancio del territorio di sviluppo economico locale, compatibilmente con la salvaguardia dell’ambiente e con il risparmio energetico.
2. rendere più sostenibile la mobilità urbana, attraverso investimenti nel trasporto pubblico locale e nella mobilità collettiva, in infrastrutture per realizzare spazi pedonali e ciclabili e utilizzando vuoti urbani per parcheggi di scambio.
3. puntare sulla rigenerazione urbana per fermare il consumo di suolo, anche riconsiderando gli strumenti urbanistici vigenti, promuovendo, come componente nei processi di rigenerazione urbana, lo sviluppo dell’edilizia residenziale sociale e di quella pubblica in particolare, a cui affidare il compito di ridurre il deficit abitativo e di migliorare le condizioni dell’abitare.

Ricordiamo che i Sindaci delle Città metropolitane hanno sottoscritto, l’8 giugno 2017, la “Carta di Bologna per l’Ambiente. Le Città metropolitane per lo sviluppo sostenibile“, redatta con il contributo di ANCI, ASviS e Urban@it, un Protocollo con cui hanno assunto impegni concreti, attraverso la definizione di target di raggiungimento attorno a 8 macro obiettivi, in linea con l’Agenda al 2030 delle Nazioni Unite (riciclo dei rifiuti, difesa del suolo, prevenzione disastri, transizione energetica, qualità dell’aria, risparmio dell’acqua, più verde urbano, mobilità sostenibile).

Le “Linee guida per le Green City in Italia” sono state sottoscritte, oltre che da città
metropolitane, anche da molti Comuni (Arezzo, Bologna, Cagliari, Chieti, Enna, Ferrara,
Firenze, Forlì, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro, Pordenone, Prato,
Roma, Rovigo, Varese) e rispetto a questo possono essere attivati tavoli di confronto e
concertazione a livello locale.

Di seguito i 15 punti delle linee guida.
1. Puntare sulla qualità urbanistica e architettonica delle città per tutelare e valorizzare la ricchezza dei valori storici e identitari, delle espressioni culturali, dei saperi, delle opere e dei manufatti che le caratterizzano.
2. Garantire un’adeguata dotazione di infrastrutture verdi urbane e periurbane attraverso la tutela e la valorizzazione del capitale naturale, con particolare riferimento alle infrastrutture verdi multifunzionali e alla biodiversità, che rivestono un ruolo essenziale.
3. Assicurare una buona qualità dell’aria che rappresenta un fattore decisivo per il benessere e la salute, in particolare dei bambini e degli anziani e, in genere, delle persone più esposte e più vulnerabili.
4. Rendere più sostenibile la mobilità urbana puntando con decisione a ridurre il numero delle auto private in città, scoraggiandone e limitandone la circolazione e aumentando un’offerta di mobilità multimodale, alternativa all’auto.
5. Puntare sulla rigenerazione urbana e rafforzare la tutela del suolo che rappresenta oggi la scelta strategica per ridare capacità d’attrazione alle città con il riutilizzo e l’uso efficiente del patrimonio edilizio esistente e delle aree già urbanizzate, con la riqualificazione dell’edilizia pubblica e privata, con il miglioramento della qualità urbana.
6. Estendere la riqualificazione, il recupero e la manutenzione del patrimonio edilizio esistente con interventi per efficienza energetica, uso efficiente dell’acqua e miglioramento delle altre caratteristiche ecologiche.
7. Sviluppare la prevenzione e il riciclo dei rifiuti verso un’economia circolare realizzando una transizione che riduca il prelievo di risorse naturali e promuova la durata, gli usi condivisi, il riutilizzo dei prodotti, la prevenzione e il riciclo dei rifiuti.
8. Gestire l’acqua come risorsa strategica: la sicurezza di un approvvigionamento idrico sufficiente e di buona qualità richiede politiche attive di risparmio, di usi efficienti, di contrasto degli sprechi, di restituzione, dopo l’uso, ai corpi idrici di acque di buona qualità e di migliore capacità di gestione delle acque piovane.
9. Abbattere le emissioni di gas serra: le città devono dotarsi di analisi affidabili e aggiornate delle proprie emissioni di gas serra e fissare propri obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 e anche a più lungo termine, al 2050, coerenti con gli impegni nazionali, europei e di attuazione dell’Accordo di Parigi.
10. Ridurre i consumi di energia tagliando in modo consistente i consumi di energia in tutti gli usi: da quelli produttivi di beni e servizi, fino a quelli della mobilità di passeggeri e di merci, ma prestando una peculiare attenzione a quelli degli edifici.
11. Sviluppare la produzione e l’uso di energia da fonti rinnovabili aumentandone l’impiego – per la produzione di energia elettrica, per gli usi termici di raffrescamento e di riscaldamento e con gli utilizzi più estesi dei carburanti e combustibili rinnovabili – sia adottando le migliori tecnologie disponibili per realizzare nuovi impianti di produzione e per mantenere in esercizio, rinnovare e migliorare quelli esistenti nelle zone urbane.
12. Adottare misure per l’adattamento al cambiamento climatico che riducano, per quanto possibile, la vulnerabilità e l’esposizione delle città, individuando e programmando strategie integrate per prevenire e ridurre la vulnerabilità agli eventi estremi dell’ambiente costruito e per mitigarne gli effetti.
13. Promuovere l’eco-innovazione valorizzando il vasto patrimonio di tecnologie informatiche ormai disponibile: la banda larga, la digitalizzazione delle tecnologie verdi che offre ampie possibilità per la progettazione bioclimatica; la gestione energetica avanzata degli edifici; la generazione distribuita; i sistemi di accumulo di energia; l’uso efficiente e circolare delle risorse.
14. Sviluppare la green economy può avere un ruolo decisivo nel dare maggiore incisività ed estensione alla transizione verso le green city proprio perché mira a trasformare le sfide ambientali in nuove opportunità.
15. Migliorare la governance. L’approccio della green city è multidisciplinare e richiede di affrontare, in modo coordinato e integrato, diversi aspetti che presentano sovrapposizioni, convergenze e sinergie. Le misure per le green city richiedono dunque un’interazione con gli strumenti di programmazione e pianificazione comunali, di area metropolitana e regionali e collegamenti e apporti provenienti da iniziative nazionali ed europee affini e convergenti

Il Documento completo “Linee Guida per le Green city”.