Cochrane. Riconoscere l’efficacia


Stati Uniti, 389 bambini di 11 anni, apparentemente sani, vengono visitati da un gruppo di medici. Dalla visita 174 bambini (il 45%) escono con l’indicazione di asportare le tonsille. Il rimanente 55%, viene condotto negli studi di altri medici i quali a loro volta consigliano l’asportazione delle tonsille per circa il 45% dei piccoli. E così via per un terzo e quarto ciclo di visite. Ogni volta, nonostante che il numero dei bambini si riduca sempre di più, la metà circa di quelli che erano stati considerati sani dai medici precedenti ricevono il consiglio di farsi operare alle tonsille. Evidentemente il medico medio si aspetta che un bambino su due presenti indicazioni per l’asportazione delle tonsille. E l’attesa è più forte dell’evidenza, anche chi era stato giudicato sano si trasforma in malato. L’esempio citato è tratto dal libro Efficienza ed efficacia – Riflessioni sui servizi sanitari, una riedizione del saggio scritto dall’epidemiologo inglese Archibald Cochrane negli anni ’70 e pubblicato allora da Feltrinelli (oggi esce nuovamente per i tipi de Il Pensiero Scientifico Editore, 148 pagg. 28.000 lire). Cochrane fu il primo a puntare il dito sulla incapacità da parte del sistema medico di creare un meccanismo di verifica periodica dell’efficacia e dell’appropriatezza degli interventi e delle terapie accreditate. Quanto costa ai singoli pazienti, ai loro familiari, alla società nel suo complesso questo tipo di rinuncia? E come possono i decisori della politica sanitaria discriminare tra le prestazioni? E’ quello di cui discutono i fautori della evidence-based medicine, la medicina basata sulle prove d’efficacia. Anzi la Cochrane Collaboration ha celebrato nei primi giorni della scorsa settimana a Roma il suo settimo incontro (“Adessostomeglio” ne ha parlato nel numero della scorsa settimana).

“Oggi che i trial clinici realizzati ogni anno sono decine di migliaia, la maggiore difficoltà per chi ha responsabilità in campo medico-sanitario (sia nei riguardi del singolo paziente sia della collettività) è legata alla qualità e quantità delle informazioni disponibili e alla necessità di saper distinguere quelle attendibili e rilevanti da quelle che più facilmente saranno smentite da successive ricerche. Usare le informazioni, insomma, è fondamentale per orientare scelte e decisioni”, sottolinea per esempio l’epidemiologo Alessandro Liberati, direttore del Centro Cochrane italiano.

“Secondo una stima recentemente fornita da esperti di organizzazione sanitaria -continua Liberati- per una popolazione di circa un milione di abitanti ogni anno vengono prese tra 80 e 120 decisioni che riguardano la politica sanitaria (offerta o negazione di determinate prestazioni, definizione della accessibilità, delle tariffe, e via discorrendo); tra 1.500 e 2.000 decisioni legate agli aspetti organizzativi (modalità di erogazione, orari di apertura, definizione di linee-guida, eccetera) e dai 40 ai 50 milioni di decisioni cliniche individuali derivate dal rapporto medico-paziente. Uno dei nodi più importanti che la medicina moderna si trova a dover sciogliere è quindi quello legato al management delle informazioni. L’avvento di Internet, poi, ha reso quanto mai evidente che le conoscenze e le informazioni sono un bene essenziale per poter praticare una medicina e una assistenza sanitaria appropriate e di qualità”.

Ed è esattamente per tentare di dare una mano al medico di base e ai decisori delle politiche sanitarie che è nata la Cochrane Collaboration, una rete internazionale che si avvale dell’aiuto di operatori e amministratori sanitari insieme con organizzazioni di pazienti e utenti. Il gruppo raccoglie in modo sistematico gli studi già pubblicati sull’efficacia degli interventi sanitari e li riassume in rapporti di sintesi (chiamati “revisioni sistematiche”). Le informazioni raccolte vengono diffuse sia attraverso i normali canali di pubblicazione scientifica, sia attraverso un database elettronico, la Cochrane Library, che viene aggiornato trimestralmente. Il Centro italiano, attivo dal 1995, dispone di un sito Internet all’indirizzo http://www.areas.it

La Cochrane Collaboration dispone dunque di una rivista elettronica, la Cochrane Library, per diffondere i risultati della propria attività e ogni numero costituisce una banca dati completa perché contiene tutte le informazioni dei numeri precedenti più ciò che si rende man mano disponibile in termini di nuove revisioni o di altro materiale di documentazione.

Le revisioni già disponibili riguardano le modalità di organizzazione dell’assistenza (efficacia delle stroke unit, dei centri di cura specialistici per i pazienti diabetici, delle diverse politiche vaccinali, eccetera); gli interventi sanitari nel campo della prevenzione, cura e riabilitazione delle malattie neurologiche (epilessia, “stroke”, demenze), psichiatriche (schizofrenia, depressione, eccetera), dell’apparato respiratorio (asma, bronchiti croniche, infezioni acute delle vie respiratorie, eccetera), dell’assistenza alla gravidanza e al parto (indicazioni e rischi del cesareo, modalità di assistenza psicosociale alla gravidanza, impatto delle diverse modalità di diagnosi prenatale, eccetera); e gli interventi per migliorare la qualità delle prestazioni professionali (produzione di linee-guida, diffusione di materiale informativo, interventi basati sull’uso di incentivi economici e professionali, impatto degli opinion leader, e così via). E’ consultabile in Internet all’indirizzo: http://www.areas.it