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Segretari generali nella storia
Rinaldo Rigola Rinaldo Rigola, nato a Biella nel 1868, a capo del Segretariato della Resistenza dal 1902, è il primo segretario generale della Cgdl e dirige l’organizzazione dal 1906 al 1918. Esponente principale del riformismo sindacale italiano, entra spesso in contrasto sia con il Partito, in particolare con la dirigenza massimalista, arrivando a ipotizzare la nascita di un “Partito del Lavoro”, con le componenti del sindacalismo rivoluzionario, riunite nell’Usi. Durante gli anni della dittatura, costituisce con D’Aragona l’Associazione “Problemi del lavoro” nel tentativo, poi fallito, di analizzare in modo obiettivo il corporativismo fascista. Muore a Milano nel 1954.

Ludovico D'Aragona Ludovico D'Aragona, nato a Cernusco sul Naviglio (Milano) nel 1876, è segretario generale della Cgdl dal 1918 al 1925. Esponente di un riformismo moderato, entra in contrasto con il movimento dei Consigli di Fabbrica durante le fasi calde del biennio rosso. Dopo la svolta del 1925-27 partecipa con Rigola all’esperienza di “Problemi del lavoro”. Deputato alla Costituente per il Psiup, dal 1947 si unisce a Saragat nella costruzione del Partito Socialdemocratico. Senatore nella prima legislatura, muore a Roma nel 1961.

Bruno Buozzi, nato a Pontelagoscuro (Ferrara) nel 1881, riformista, segretario generale della prima Fiom e poi della Cgdl dal 1925. Il fascismo lo costringe a riparare in Francia, dove mantiene la massima carica dell’organizzazione. Firma con Di Vittorio un’alleanza programmatica in vista della rinascita unitaria del sindacato. Arrestato dai tedeschi a Parigi, inviato al confino in Italia, diviene commissario per i Sindacati dei Lavoratori dell’Industria dopo la caduta di Mussolini, Nuovamente agli arresti nell’aprile 1944, è fucilato dai nazisti vicino Roma nel giugno, pochi giorni prima della Liberazione della capitale e della firma del Patto di Roma.

Giuseppe Di Vittorio, nato a Cerignola (Foggia) nel 1892, dopo aver partecipato all’esperienza del sindacalismo rivoluzionario, negli anni del fascismo diviene responsabile della Cgdl clandestina, di orientamento comunista. Crollato il regime, Di Vittorio è tra i protagonisti della rinascita del sindacato libero e democratico. Tra il 1944 e il 1948 ricopre la carica di segretario generale della Cgil unitaria e dal 1946 è deputato dell’Assemblea Costituente. Mantiene la guida della nuova Cgil anche dopo le scissioni del 1948-50. Tra i suoi atti principali alla guida della Confederazione, l’elaborazione del Piano del Lavoro (1949), la proposta di uno Statuto dei diritti dei lavoratori (1952), l’autocritica del 1955 dopo la sconfitta alla Fiat e la condanna dell’invasione dell’Ungheria nel 1956. Muore a Lecco il 3 novembre 1957. (Vedi anche www.fondazionedivittorio.it).

Agostino Novella, nato a Genova nel 1905, è tra i più attivi protagonisti della Resistenza. Alla guida della Federazione romana del Pci dalla fine del 1943 alla Liberazione, passa poi a guidare la federazione di Genova. Diviene segretario regionale della Lombardia nel 1948 per poi passare a incarichi nazionali. Entrato nella Cgil di Di Vittorio nel 1949, assume il ruolo di responsabile dell’organizzazione. Alla morte di Di Vittorio (1957) è designato come suo successore, mantenendo la carica di segretario generale fino al 1970 quando, di fronte alla incompatibilità tra cariche partitiche e sindacali, decide il ritorno al partito. Muore a Roma il 15 settembre 1974.

Luciano Lama, nato a Gambettola (Forlì) nel 1921, è dal 1944 segretario della Camera del lavoro di Forlì. Segretario dei chimici dal 1951 al 1957 e dei metalmeccanici dal 1957 al 1961, diviene segretario confederale nel 1962. Nel 1970 è eletto segretario generale della Cgil. La firma del Patto federativo (luglio 1972) con Cisl e Uil testimonia il suo impegno per l’unità sindacale. Dalla metà degli anni settanta Lama e la Cgil devono affrontare momenti difficili: dalla contestazione studentesca all’attacco del terrorismo, dalla sconfitta alla Fiat nel 1980 alle vicende della scala mobile. Lasciato il sindacato nel 1986, è eletto al Parlamento dapprima nel Pci e quindi nel Pds. Muore a Roma il 31 maggio 1996.

Antonio Pizzinato Antonio Pizzinato, nato a Caneva (Pordenone) nel 1932, entra in fabbrica come apprendista a soli 15 anni. Dopo la guerra, a Milano Partecipa attivamente all’attività sindacale della Fiom e a quella politica del Pci. Nel 1957 parte per l’Urss dove rimane per alcuni anni a studiare economia. Tornato dalla Russia, nel 1961 è chiamato a dirigere il sindacato a Sesto San Giovanni, Dopo aver ricoperto diversi incarichi nella Cgil, ne diviene segretario generale nel 1986 dopo l’uscita di scena di Lama. Lasciata la Segreteria nel 1988, Pizzinato diventa senatore del Pci, poi del Pds e, infine, nei Ds. Attualmente è il presidente della sezione lombarda dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Bruno Trentin, nato in Francia nel 1926, dopo aver combattuto giovanissimo nella Resistenza, entra nel Pci e nei primi anni’50 è con Vittorio Foa all’Ufficio Studi della Cgil di Di Vittorio. Entrato nella Segreteria confederale di Novella, dal 1961 è alla guida della Fiom e dal 1972 della Flm. È stato inoltre deputato per il Pci fino al 1966. Tornato nella Segretaria confederale di Lama nel 1978, dopo dieci anni ne diventa segretario generale. Conserva tale carica fino al 1994, contribuendo in modo decisivo alla svolta programmatica e organizzativa della Cgil del 1989-90. Come segretario generale della Cgil ha firmato i due importanti accordo del 1992 sulla scala mobile e del 1993 sulla concertazione. Viene eletto parlamentare europeo nel 1999 nelle file dei Ds. Muore a Roma il 23 agosto 2007. (Vedi anche www.brunotrentin.it).

Sergio Cofferati, nato a Sesto e Uniti (Cremona) nel 1948, entra come perito industriale alla Pirelli nel 1969. Iniziata la sua attività sindacale nel Consiglio di fabbrica dell’azienda milanese, entra nella Segretaria locale della Filcea nel 1975 e in quella nazionale nel 1978. dopo aver ricoperto la carica di segretario generale della categoria dei chimici dal 1987 al 1990, passa alla Segreteria confederale come responsabile delle politiche industriali. Viene eletto segretario generale nel 1994 fino al 2002 diventando presidente della Fondazione Giuseppe Di Vittorio. Nel giugno 2004, alla testa della coalizione di centro sinistra, viene eletto sindaco di Bologna.

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