Sud: Cgil, 4 idee per crescita, occupazione e sviluppo del Paese

Investimenti pubblici, nuova Iri, infrastrutture, messa in sicurezza i capisaldi della Strategia nazionale



Gioia Tauro, 12 aprile – Sostenere la spesa e gli investimenti pubblici. Programmare le politiche industriali e i processi di innovazione creando una nuova Agenzia per lo sviluppo industriale, una nuova IRI. Connettere territori e persone con collegamenti materiali e immateriali finanziati da un Fondo destinato alla mobilità. Prendersi cura del territorio e di chi lo abita, con una strategia pluriennale che lo metta in sicurezza ed eviti lo spopolamento delle aree interne. Dal Sud arrivano quattro idee per crescita, occupazione e sviluppo di tutto il Paese. Quattro capisaldi della Strategia nazionale elaborata dalla Cgil e presentata quest’oggi a Gioia Tauro, alla presenza del segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
Per la Cgil “è evidente che permane nel Sud una crisi anzitutto sociale, delle condizioni delle persone, cui non si è dato risposta adeguata. La mancanza di lavoro è il nodo principale da affrontare. Per farlo – sottolinea – serve una politica di sviluppo complessiva, e noi oggi presentiamo alcune idee forti attorno alle quali crediamo possa essere costruita”.
Sostenere. Tra le proposte avanzate dalla Cgil vi è l’aumento dell’intensità dell’investimento pubblico nel Mezzogiorno, portando la spesa ordinaria in conto capitale dello Stato nelle regioni del Sud ad almeno il 45% del totale per un quinquennio. Per la Confederazione il 34,5% attualmente previsto dall’ultimo ‘decreto Sud’ non sarebbe sufficiente. Per quanto riguarda le risorse aggiuntive, programmazione europea e Fondo Sviluppo e Coesione, la Cgil chiede di accelerare la spesa concentrandola su un numero ridotto di progetti in ottica sovraregionale, ma ciò richiede una riforma dell’Agenzia per la Coesione Territoriale di modo da renderla in grado di operare efficacemente nei territori.

Programmare. Creare un’Agenzia per lo sviluppo industriale, una sorta di nuova IRI, in grado di definire le specializzazioni produttive, governare i processi di innovazione ed attuare una strategia nazionale di sviluppo, con una visione unitaria e di medio periodo, autonoma dalla politica.

Connettere. Introdurre un fondo destinato alla mobilità nel Mezzogiorno, non considerando prioritari solo i grandi assi ferroviari e autostradali, ma creando una rete intermodale che garantisca pieno diritto alla mobilità ed eviti anche la marginalizzazione di aree con il conseguente spopolamento. Connettere i territori e le persone non significa costruire solo collegamenti fisici, ma garantire anche l’infrastrutturazione sociale e immateriale.

Prendersi cura. Infine, la Cgil nella sua quarta ed ultima idea programmatica chiede risorse e una strategia pluriennale per la messa in sicurezza, la cura e la valorizzazione del territorio e del patrimonio ambientale, la vera emergenza nazionale e del Sud in particolare.

MATERIALI:
– In allegato la Strategia nazionale per la crescita, l’occupazione, e lo sviluppo del Paese
– La relazione introduttiva, la tavola rotonda, le conclusioni di Camusso e tutti gli interventi su RadioArticolo1
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