Cgil e Festu (sindacato somalo) uniti per eliminare il lavoro minorile


Il 2021 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite anno mondiale per l’eliminazione del lavoro minorile. La Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) e la Federazione dei Sindacati Somali (FESTU) hanno accolto con favore questa chiara presa di posizione con la piaga del lavoro minorile e auspicano un’accelerazione del raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile 8.7 – porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme entro il 2025.

FESTU e la CGIL, grazie al sostegno operativo di Nexus Emilia Romagna, la ong sostenuta dalla
Cgil ER, hanno avviato un processo di collaborazione già da due anni per eliminare il lavoro minorile in Somalia. In particolare, Nexus ER ha realizzato un progetto sulla “Protezione dei bambini somali dalle peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile” cofinanziato dall’Otto per Mille 2018 della Tavola Valdese, per contribuire a consolidare ulteriormente l’impegno del Paese per eliminare il prima possibile il fenomeno del lavoro minorile in Somalia, così come previsto dall‘obiettivo 8 “Lavoro dignitoso e crescita economica” (target 8.7) dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nelle località di Mogadiscio, Baidoa, Bossasso, Galkayo.

Nonostante i lodevoli sforzi del ministero del Lavoro e degli Affari sociali della Somalia nello sviluppo delle politiche di protezione sociale e per l’occupazione con forti disposizioni per sradicare il lavoro minorile, le realtà quotidiana evidenzia che la pratica del lavoro dei minori rimane diffusa. I bambini continuano purtroppo a essere vittime delle guerre e del conflitto, poiché vengono reclutati e utilizzati nei conflitti armati. La mancata istituzione di un ispettorato del lavoro ha fatto sì che il lavoro minorile spesso non venga monitorato e denunciato. Le leggi somale non hanno nemmeno disposizioni adeguate a proibire penalmente il traffico di bambini a scopo di lavoro, lo sfruttamento sessuale commerciale o il reclutamento di minori da parte di gruppi armati statali e non statali.

Il lavoro minorile rappresenta la forma più grave di interruzione del naturale sviluppo fisico, psicologico ed educativo di un bambino. I bambini lavoratori, a seconda delle forme e della gravità del lavoro a cui sono esposti, possono soffrire di problemi di salute a lungo termine dovuti a malnutrizione, esposizione a sostanze chimiche, abusi, ferite, esaurimento e danni psicologici. I bambini lavoratori in quasi tutte le regioni della Somalia sono anche ad alto rischio di mortalità.
Spesso, l’incapacità di un bambino di completare la propria istruzione lo mette in una posizione di svantaggio nel mercato del lavoro in seguito, stabilendo un modello per impegnarsi in lavori rischiosi, pericolosi e mal pagati.

Lo sviluppo sociale ed economico della Somalia non potrà mai essere sostenibile ed equo se uno dei gruppi più vulnerabili della società non viene protetto. Il lavoro minorile ha un impatto negativo su molti dei diritti contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, compreso il diritto all’istruzione, il diritto alla migliore assistenza sanitaria possibile, all’acqua potabile, al cibo sano, a un ambiente pulito e sicuro in cui vivere, e il diritto a essere protetti da ogni forma di sfruttamento.

Come soggetti chiave nello sviluppo del panorama del lavoro somalo, i sindacati devono essere coinvolti negli sforzi per combattere la piaga del lavoro minorile. Utilizzando i riflettori offerti dalla
dichiarazione dell’ONU, FESTU e la CGIL si baseranno sui loro sforzi degli ultimi anni, con azioni
concrete per intensificare e ampliare il loro comune con attività mirate contro il lavoro minorile partire dalla messa in pratica della Convenzione 182 dell’ILO sulle peggiori forme di lavoro minorile, che la Somalia ha ratificato.

CGIL e FESTU continueranno come sempre, in collaborazione con l’ILO, a portare avanti questa lotta, chiedendo il rispetto dei diritti dei bambini e sollecitando le autorità somale ad aumentare gli investimenti nella protezione e nel benessere dei bambini. (English version)

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Ulteriori materiali sono disponibili sul sito Nexus Emilia Romagna, clicca qui