Cgil, di nuovo in piazza contro il ddl Pillon


La Cgil torna in campo con una serie di iniziative per contrastare il ddl Pillon. Oggi (23 luglio) la Commissione Giustizia del Senato ha rinviato la discussione sul decreto Pillon e collegati a nuova data, probabilmente a settembre. E’ stato poi votato il mandato al relatore Pillon per presentare un testo unificato, visto che sono sei i Ddl sull’affido depositati.

La Cgil insieme alla Uil, alle associazioni femministe e alla rete dei centri Antiviolenza ha organizzato una conferenza stampa in Senato a cui sono state invitate tutte le forze politiche (ad esclusione della Lega); un tweet bombing con gli hashtag #noPillon e #cancellaPillon. Nel pomeriggio si è tenuto un presidio davanti alla Camera in piazza Montecitorio.

“C’è bisogno di questa mobilitazione perchè l’attacco alle donne è assolutamente chiaro, lo si vede da tanti provvedimenti, non solo dal ddl Pillon e collegati. Bisogna svelare un’operazione che vuole nuovamente le donne subalterne e sottomesse. Per svelarla bisogna innanzitutto chiamare alla mobilitazione e lanciare un’idea che è non solo la difesa, ma che la condizione di libertà delle donne è la condizione della democrazia”. Così Susanna Camusso, responsabile delle politiche di genere per la Cgil nazionale a margine della conferenza stampa.

Per la dirigente sindacale il disegno di legge Pillon “ignora la realtà e quando si ignora la realtà vuol dire che non si lavora per migliorare le condizioni delle persone. Ignora la realtà del tasso di occupazione
femminile, ignora la realtà del gap salariale e della differenza dei redditi, ignora che tanta parte del lavoro povero di questo Paese riguarda esattamente le donne. Ignora cioè che non è vero che tutti sono uguali. Quando si ignorano questi dati – avverte Camusso – vuol dire che si stanno colpendo le donne nella loro possibilità di autodeterminarsi, di lavorare, di continuare a investire sui loro figli e figlie”.

Questo provvedimento “ci riguarda – ha concluso la sindacalista – ci riguarda come cittadini, come donne, come lavoratrici che questo disegno di legge dimostra di non vedere nelle loro contraddizioni. E invece di intervenire per migliorare la condizione la si considera un ulteriore elemento per penalizzare le donne”.


Presidio e conferenza stampa contro ddl Pillon