Carola Rackete: il punto di vista di Maurizio Landini


Di seguito il contributo del segretario generale della Cgil Maurizio Landini sul quotidiano francese ‘l’Humanitè’


Carola Rackete è libera. Il gip di Agrigento non ha convalidato l’arresto della comandante tedesca della Sea Watch e non ha disposto nessuna misura cautelare.

Per il gip la manovra con cui ha violato il divieto di attracco al porto di Lampedusa non costituisce violenza nei confronti di una nave da guerra e neppure resistenza a un pubblico ufficiale, perché ha agito in adempimento di un dovere.

Salvare vite umane non è un reato. Una vittoria dello stato di diritto e della legalità. Destano, pertanto, preoccupazione gli attacchi del ministro degli Interni alla giudice di Agrigento. Un ministro della Repubblica Italiana dovrebbe sempre ricordare che la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) è uno dei principi fondamentali dello stato di diritto e della democrazia liberale.

In questi giorni ho paragonato Carola Rackete a Rosa Parks, che con un atto di responsabilità e disubbidienza, pagando in prima persona le proprie scelte, ha risvegliato le coscienze. Mio padre mi ha sempre raccontato che quando decise di fare il partigiano doveva scegliere se andare nella repubblica sociale, oppure, se doveva aiutare i partigiani a liberare il Paese. Ci sono momenti in cui bisogna fare delle scelte. Carola, salvando delle vite umane, ha fatto la scelta giusta. Chi ha sbagliato e continua a sbagliare è chi affronta il tema dell’immigrazione e degli sbarchi in modo strumentale per fini politici e per fare campagna elettorale.

I diritti fondamentali non possono essere calpestati da leggi ingiuste. I decreti sicurezza vanno cancellati e i porti vanno aperti. Il tema dei migranti, degli sbarchi e dei salvataggi delle persone, non deve riguardare solo il nostro Paese ma deve essere assunto dall’Europa, cominciando a cambiare il regolamento di Dublino.

Carola si è battuta per una giusta causa, ha acceso un faro che deve illuminare la strada che percorreranno tutti quelli che non vogliono arrendersi alla politica dell’odio, della violenza, della sopraffazione.

La sua vittoria è anche quella della solidarietà. Di quella parte sana del Paese che prova indignazione e sgomento. Ringraziamo Carola e tutto l’equipaggio della nave dell’ong tedesca che ha tratto in salvo e condotto al sicuro i migranti. La Cgil continuerà a sostenere con forza chiunque faccia della solidarietà e dell’umanità la propria bandiera.