Cantieri a rischio.Un tavolo per l’emergenza


In occasione della legge finanziaria 2006 dichiarammo tutta la nostra preoccupazione sul fatto che si prevedeva di tagliare oltre il 90% delle risorse sia alle Ferrovie dello Stato che agli investimenti del sistema Anas. Dicemmo che era gravissimo e da irresponsabile tagliare le risorse addirittura per la gestione ordinaria, per il funzionamento del servizio e che tutto ciò avrebbe portato al blocco dei cantieri con la conseguenza facilmente immaginabile.

I ministri Bersani e Padoa Schioppa si sono detti preoccupati, ed a ragione, per la drammatica situazione di Anas e Ferrovie dello Stato, che mancando oggi di circa 8 miliardi di euro rischiano il blocco dei lavori dei cantieri; aggiungiamo che se tutto ciò dovesse accadere, la riapertura dei cantieri per effetto delle procedure burocratiche, richiederebbe oltre 24 mesi, allontanandoci drasticamente dall’Europa.

Ecco perché condividiamo la richiesta che le segreterie nazionali delle categorie dei trasporti hanno fatto al nuovo governo di avviare un tavolo centrale per affrontare urgentemente questa emergenza, prima che tutto crolli.

Infine c’è da rilevare ancora una volta che il management delle società, pur di non ostacolare i teorici della finanza creativa del precedente governo, hanno brillato per i loro silenzi, nonostante fossero ben consapevoli della gravità della situazione. Non possiamo che sollecitare un vero cambiamento di direzione che sappia riportare l’Italia ad una efficienza di trasporti e di infrastrutturazione da standard europei.
Nicoletta Rocchi