Beni confiscati: Cgil, ritardi applicazione legge impediscono potenziamento Agenzia


Milano, 31 gennaio – “Le grandi opportunità di riscatto che possono arrivare dal riuso dei beni confiscati sono evidenti, ha ragione il Ministro Poletti, ma continuiamo a  registrare grandi ritardi nell’adempimento della legge che proprio il Governo avrebbe dovuto assicurare”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.
“La recente legge di riforma del Codice Antimafia, fra le altre cose – spiega Massafra – prevede di rafforzare gli strumenti di governo e di sostegno per favorire il riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati e per ricollocare le aziende sequestrate in un nuovo circuito di legalità produttiva e occupazionale. Tra i capisaldi – sottolinea – vi è proprio il potenziamento e la riorganizzazione dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, che dovrebbe passare a 200 dipendenti, e la costituzione dei comitati permanenti presso le Prefetture al fine di un’efficace gestione del fenomeno”.
Ma il dirigente sindacale denuncia come “dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge, lo Stato sta disattendendo i compiti che questa gli assegna, ed è completamente assente nella gestione operativa ordinaria”. “Infatti – aggiunge – in numerose situazioni, come quelle della ex Centralgas e della Vigoras Serbatoi di Carini e quelle della Calcestruzzi Belice e della Inerti in provincia di Agrigento, gli stessi lavoratori, d’accordo con il sindacato e con le Centrali Cooperative, hanno avanzato proposte e progetti di continuità produttiva, purtroppo completamente inascoltati. Un silenzio che sconcerta tutti: i lavoratori, le loro rappresentanze e le comunità locali”.
“Il Ministro degli Interni, fra l’altro, ha il preciso compito di emanare le linee di indirizzo per la riorganizzazione della ANBSC e di indirizzare i Prefetti per la costruzione dei Comitati territoriali entro quattro mesi dall’approvazione della Legge, ma ciò non è ancora avvenuto”.
Massafra ricorda poi in conclusione “che la Cgil, insieme a Cisl e Uil, ha formalizzato al Ministro dell’Interno due richieste di incontro proprio per affrontare questa situazione. Richieste che non hanno ricevuto alcuna risposta”.