Azione sindacale per la promozione della qualità dell’alternanza scuola lavoro. Report riunione nazionale del 28 novembre


Nel corso della riunione è stato condiviso con i rappresentanti delle strutture regionali e delle categorie nazionali l’obiettivo di promuovere l’azione sindacale per lo sviluppo della qualità dell’alternanza scuola lavoro.
Lo sviluppo dell’alternanza scuola lavoro è coerente con la strategia della CGIL per cambiare la scuola, innovare il sistema produttivo, promuovere un’azione sindacale sempre più fondata sulla valorizzazione delle competenze dei lavoratori.
La valorizzazione dell’alternanza scuola lavoro è un obiettivo del documento unitario per il nuovo modello contrattuale.
Dopo l’introduzione dell’obbligo all’alternanza da parte della legge 107/2015, il protagonismo delle Parti Sociali e l’azione sindacale sono essenziali per sviluppare le condizioni della qualità delle esperienze di alternanza e per controllare e contrastare i rischi di dequalificazione e sfruttamento.
Il monitoraggio sulla prima attuazione e l’iniziativa “Fai l’alternanza giusta” (Guida per genitori e studenti e numero verde) realizzate dalla CGIL insieme alla Rete degli Studenti, Flc Cgil e Fondazione Di Vittorio hanno rappresentato una prima risposta che deve essere proseguita e sviluppata insieme all’iniziativa politica finalizzata a promuovere la partecipazione attiva delle Parti Sociali e a ottenere sedi stabili di coordinamento (Cabina di Regia con Istituzioni e Parti Sociali) e di governance.
Occorre ora sviluppare una nuova capacità di azione sindacale utilizzando tutte le opportunità di dialogo sociale (accordi, tavoli stabili, cabine di regia, osservatori, …) e di contrattazione a livello nazionale e territoriale, generale e settoriale.

Le aree tematiche di una possibile nuova azione sindacale sui temi dell’alternanza scuola lavoro sono:

1. Accordi per promuovere l’alternanza scuola lavoro:
collaborare a informare, motivare e diffondere tra tutti gli attori del mondo del lavoro le ragioni dell’alternanza;
sostenere le piccole imprese a crescere nella capacità formativa attraverso reti territoriali, poli tecnico-professionali, laboratori territoriali, …;
accordi nazionali e/o aziendali finalizzati a promuovere, definire, sostenere, monitorare specifici progetti di alternanza, realizzati anche d’intesa con le amministrazioni nazionali e locali,
attivare facilitazioni e riconoscimenti per le imprese che si impegnano per la diffusione della qualità delle esperienze di alternanza.

2. Accordi per lo sviluppo della capacità formativa delle strutture ospitanti:
definizione dei requisiti che attestano la capacità formativa di una struttura ospitante (esperienze di formazione continua dei lavoratori, laboratori e spazi formativi distinti da quelli produttivi, attrezzature, tutor competenti, …);
tutor aziendali: definizione del profilo di competenze professionali ed educative e delle procedure di certificazione;
attivazione di un’offerta formativa adeguata per la formazione dei tutor aziendali anche attraverso l’utilizzo dei Fondi Interprofessionali;
valorizzazione contrattuale, retributiva e normativa, dei tutor aziendali
accreditamento della capacità formativa: definizione delle procedure per l’accreditamento della capacità formativa delle strutture ospitanti da parte di soggetti terzi, prevedendo diversi livelli di accreditamento in relazione alla tipologia di interazione con le istituzioni formative (alternanza, apprendistato 1) e ragionevoli gradualità e forme di transizione che tengano conto delle difficoltà;
attivazione di facilitazioni e incentivi a sostegno delle imprese che migliorano la propria capacità formativa.

3. Accordi per la ricognizione del fabbisogno di competenze in relazione ai piani di sviluppo:
individuazione delle competenze e dei profili professionali alla cui formazione orientare le attività di alternanza scuola lavoro in relazione a piani di sviluppo locale o territoriale (piano del lavoro, patti per lo sviluppo, accordi di politica industriale, …);
le curvature curricolari sono introdotte nel pieno rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e devono essere compatibili con i profili educativi, culturali e professionali previsti per il conseguimento del titolo di studio;
individuazione dei percorsi formativi idonei per la formazione delle competenze e dei profili professionali previsti in relazione ai piani di sviluppo e innovazione (alternanza, apprendistato 1 e 3, ITS, Università,);

4. Accordi che prevedano forme di tutela e controllo da parte delle RSU:
diritti di informazione  per verificare l’applicazione della Carta dei diritti degli studenti (in corso di approvazione);
controllo della definizione delle competenze al cui apprendimento è finalizzato il percorso formativo in alternanza con il contesto lavorativo e della loro coerenza con le effettive competenze e condizioni di apprendimento dello specifico luogo di lavoro;
verifica dell’adeguatezza del rapporto numerico tra tutor e studenti assegnati;
controllo della qualità dei percorsi di alternanza scuola lavoro realizzati in periodo estivo;
controllo dell’applicazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro nei confronti degli studenti;
tutela degli studenti in relazione a eventuali costi posti a loro carico per lo svolgimento dell’esperienza nel luogo di lavoro.

5. Accordi che prevedano il contributo del sindacato nella realizzazione dei percorsi di alternanza:
le organizzazioni sindacali in qualità di rappresentanti del mondo del lavoro si rendono disponibili a co-progettare con le scuole percorsi formativi sul patrimonio storico e culturale presenti nel sindacato; in particolare possono essere previsti spazi di intervento formativo del sindacato in materia di salute e sicurezza del lavoro, storia e diritto del lavoro, mercato del lavoro e orientamento al lavoro;
valorizzazione del punto di vista sindacale come contributo alla conoscenza e alla consapevolezza della dialettica di valori e di interessi presenti nel mondo del lavoro e, di conseguenza, allo sviluppo del pensiero critico.


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