Autonomia: Cgil, dal 21 al 24 maggio campagna ‘Prima i diritti uguali per tutti’


Roma, 16 maggio – “I diritti sociali fondamentali, salute, istruzione, lavoro, mobilità, tutela dell’ambiente, devono essere garantiti a tutti, a prescindere dal territorio in cui si vive. Finché questi non verranno assicurati, con i livelli essenziali delle prestazioni, con le leggi di principio e con un adeguato sistema di perequazione delle risorse, il progetto di autonomia differenziata, così come delineato dal Governo, determinerà solo un aumento delle già insostenibili diseguaglianze sociali e territoriali, e la Cgil non può che dire no”. Questo il messaggio che la Confederazione veicolerà dal 21 al 24 maggio in tutta Italia con la campagna nazionale di sensibilizzazione ‘Prima i diritti uguali per tutti’.

L’iniziativa d’apertura ‘Autonomia, effetti e ricadute sull’Italia e il Mezzogiorno’ si terrà martedì prossimo a Napoli alle ore 9.30, presso la sede della Cgil in via Toledo 353. Al dibattito, che sarà introdotto da Nicola Ricci, segretario generale Cgil Campania e moderato dal direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo D’Errico, interverranno: Adriano Giannola Presidente Svimez; Rosa D’Amelio Coordinatrice della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali; Mario Cosimo Loizzo Presidente del Consiglio Regionale della Puglia. Inoltre, parteciperanno, portando le testimonianze delle loro Regioni, i segretari generali di Cgil Puglia, Lombardia e Calabria, Giuseppe Gesmundo, Elena Lattuada e Angelo Sposato. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria nazionale Rossana Dettori.

Quattro giorni di presidi, volantinaggi e dibattiti per dire che “l’autonomia delle Regioni, così come immaginata, romperà il vincolo di solidarietà del Paese e aumenterà i divari esistenti”. “Non siamo contrari al decentramento – sottolinea il sindacato di corso d’Italia – ma non ci può essere un Paese con cittadini di serie A e di serie B, come non è accettabile ogni ipotesi di regionalizzazione dell’istruzione e di reclutamento del personale con contratti regionali”. “Il Governo vuole riconoscere maggiore autonomia ad alcune regioni, noi vogliamo che siano ridotte le disuguaglianze e garantiti a tutti i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Essere comunità significa – conclude la Cgil – condividere le risorse e garantire a tutti le stesse opportunità, quindi ‘Prima i diritti uguali per tutti’”.


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