Autonomia: Cgil, al via la campagna ‘Prima i diritti uguali per tutti’


Roma, 21 maggio – Al via oggi la campagna nazionale di sensibilizzazione, promossa dalla Cgil, dal titolo ‘Prima i diritti uguali per tutti’. Una campagna per ribadire che: “I diritti sociali fondamentali, salute, istruzione, lavoro, mobilità, tutela dell’ambiente, devono essere garantiti a tutti, a prescindere dal territorio in cui si vive. Finché questi non verranno assicurati, con i livelli essenziali delle prestazioni, con le leggi di principio e con un adeguato sistema di perequazione delle risorse, il progetto di autonomia differenziata, così come delineato dal Governo, determinerà solo un aumento delle già insostenibili diseguaglianze sociali e territoriali, e la Cgil non può che dire no”.

Primo appuntamento, per la quattro giorni di presidi, volantinaggi e dibattiti, questa mattina a Napoli, alle ore 10 presso la sede della Cgil (via Toledo 353) con il dibattito ‘Autonomia, effetti e ricadute sull’Italia e il Mezzogiorno’ che verrà concluso dalla segretaria nazionale della Cgil Rossana Dettori. La diretta è trasmessa su radioarticolo1.it

“Il Paese è già diviso e diseguale – denuncia la Confederazione -, e la soluzione quindi non è riconoscere maggiore autonomia ad alcune regioni, ma riconoscere a tutti uguali diritti, come sancito dalla Costituzione”. Purtroppo, le disparità regionali nel campo dei diritti sono oggi evidenti, così come riportato nei materiali della campagna nazionale. Ad esempio: Il diritto al tempo pieno nella scuola primaria è negato a 7 bambini su 10 in Veneto e nelle Marche, a 8 su 10 in Puglia; Ogni 100 bambini ci sono solo 17 posti negli asili nido in Toscana, 12 in Lombardia, e 2 in Campania; Ogni 1000 anziani ci sono solo 14 posti nelle strutture residenziali in Liguria, 10 in Umbria, 1 in Basilicata. Le disparità rischiano di aumentare ulteriormente se si consentono deroghe alle norme di tutela, a partire da quelle ambientali. Già oggi si registra un consumo di suolo del 12,99% Lombardia, 12,35% in Veneto, 10,36% in Campania, a fronte di una media nazionale del 7,65%.

“L’autonomia delle Regioni, così come immaginata, romperà il vincolo di solidarietà del Paese e aumenterà i divari esistenti. Non siamo contrari al decentramento, ma non ci può essere un Paese con cittadini di serie A e di serie B. Essere comunità significa – conclude la Cgil – condividere le risorse e garantire a tutti le stesse opportunità, quindi ‘Prima i diritti uguali per tutti’”.

 
Campagna su autonomia differenziata ‘Prima i diritti uguali per tutti’