ARTISTE AL LAVORO. IL LAVORO DELLE DONNE – Capolavori dalle raccolte d’arte della Cgil

Mantova Palazzo della Ragione, Piazza Erbe. 5 novembre 2016 - 10 gennaio 2017

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In occasione di Mantova Capitale della Cultura italiana 2016, la Cgil Nazionale, la Cgil Lombardia e la Camera del Lavoro di Mantova, promuovono una grande mostra dal titolo «Artiste al lavoro. Il lavoro delle donne. Capolavori dalle raccolte d’arte della Cgil», allestita nel Palazzo della Ragione, che sarà inaugurata sabato 5 novembre alle ore 11:00 alla presenza del Segretario Generale Susanna Camusso.

L’esposizione, curata da Flavia Matitti, indaga per la prima volta all’interno delle vaste Raccolte d’arte della Cgil, la presenza delle artiste, l’iconografia del lavoro femminile e il «mestiere» della maternità. Attraverso un’attenta ricognizione, la mostra mette in luce le opere delle artiste che, nel corso degli anni, sono entrate a far parte delle Raccolte della Cgil e si sofferma sulla raffigurazione del lavoro femminile, dagli inizi del Novecento fino a oggi. L’indagine sulla rappresentazione del lavoro delle donne è inoltre arricchita da foto e filmati d’epoca. Circa 80 le opere in mostra, tra dipinti, sculture e incisioni, realizzate da venti artiste e da una trentina di artisti.

Quest’anno ricorre inoltre il 70° anniversario del voto alle donne (2 giugno 1946), perciò come icona della mostra è stata scelta Anna Kuliscioff (da un dipinto del 1985 di Aldo Borgonzoni) «la dottora dei poveri», che ai primi del Novecento aveva condotto in Italia una battaglia per l’estensione del voto alle donne.

Il percorso espositivo è articolato in cinque sezioni tematiche, che accolgono, accanto ad artisti molto famosi, figure minori, note solo localmente o talvolta perfino dimenticate, ma comunque in grado di evocare con le loro opere le condizioni, le situazioni, i luoghi del lavoro femminile.

La prima sezione, intitolata Il lavoro delle donne, illustra alcuni aspetti del lavoro declinato al femminile e invita a riflettere sulle tradizionali attività svolte dalle donne, a partire da due mestieri oggi scomparsi (almeno in Italia): la lavandaia ritratta dal pittore fiorentino Baccio Maria Bacci nel suo capolavoro Sera sull’Arno (1934) e le Infilzatrici di tabacco (1936), del pittore pugliese Gennaro Fantastico. Il lavoro agricolo, molto documentato  anche attraverso un focus sulle mondine, è introdotto dal quadro simbolico intitolato Grano (1919) di Emma Bonazzi, pittrice e grafica pubblicitaria bolognese di grande talento, che nel 1925 diventerà consulente artistica della ditta Perugina, allora guidata dall’innovatrice imprenditrice Luisa Spagnoli. Il trittico Madre (1924), capolavoro di Cagnaccio di San Pietro, introduce al focus dedicato al «mestiere» della maternità, a ricordare come, tra i tanti lavori svolti dalle donne, il compito di madre sia stato quello che, per secoli, ha monopolizzato l’attenzione degli artisti.

La seconda sezione, dal titolo Il coraggio, la passione, la lotta e la repressione, è dedicata agli episodi e ai protagonisti delle battaglie sindacali per i diritti dei lavoratori, combattute a partire dal secondo dopoguerra nelle zone rurali e nelle città. Tra le opere esposte che raccontano fatti di brutale repressione, spiccano il dipinto del pittore Gabriele Mucchi, torinese di nascita ma milanese di adozione, dedicato a La morte di Maria Margotti (1949),  La strage di Portella della Ginestra (1951) del siciliano Pippo Consoli e La carica (1952) del ferrarese Ervardo Fioravanti.

La terza sezione prende il titolo, Fratelli d’Italia, da un pastello di Piero Guccione realizzato per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (2011). Nel percorso della mostra questa sezione è una sorta di intermezzo e invita a riflettere sulla storia del nostro Paese, sul ruolo della donna e sul tema dell’accoglienza.

La quarta sezione, dedicata a La fabbrica, affronta il tema del luogo della produzione industriale ma,  attraverso opere recenti, realizzate dalla fine degli anni Novanta a oggi, descrive un clima completamente mutato rispetto al periodo delle grandi battaglie operaie. Un nuovo, angoscioso scenario si delinea in Italia alla fine del Novecento, descritto magistralmente da Ermanno Rea nel suo libro, La dismissione (Rizzoli 2002).

La quinta sezione, L’arte delle donne, riunisce esclusivamente opere realizzate da artiste. Un nucleo è composto dalle opere, per lo più degli anni Sessanta, di cinque pittrici spagnole, entrate a far parte delle Raccolte della Cgil in seguito all’esposizione Amnistia que trata de Spagna, allestita nel 1972 a Milano.  Figurano quindi i lavori delle artiste italiane, appartenenti a diverse generazioni, entrate negli anni a far parte delle raccolte della Cgil. Un focus speciale è poi riservato alla grafica d’arte, con un gruppo di lavori di grande qualità realizzati da tre incisore di fama internazionale.
Conclude il percorso un disegno di Emanuele Luzzati raffigurante Papagena (2003), personaggio del Flauto magico di Mozart, che Luzzati ha dedicato alle «donne della Cgil».

Le artiste e gli artisti presenti in mostra sono: Sonia Alvarez, Anonimo, Ugo Attardi, Amalia Avia, Baccio Maria Bacci, Giovanna Baruffaldi, Gabriella Benedini, Gianna Bentivenga, Maria Pina Bentivenga, Marina Bindella, Esther Boix Pons, Emma Bonazzi, Aldo Borgonzoni, Ettore Bozzoli, Valeria Cademartori, Cagnaccio di San Pietro, Ennio Calabria, Giulio Capezzuoli, Gea Casolaro, Vittoria Chierici, Pippo Consoli, Claudio Diaz, Stefania Fabrizi, Gennaro Fantastico, Ervardo Fioravanti, Sineo Gemignani, Alberto Gianquinto, Giovanni Governato, Jonathan Guaitamacchi, Piero Guccione, Luigi Guerricchio, Jaber (Jabor Alwan Salman), Carlo Levi, Emanuele Luzzati, Giacomo Manzù, Piero Martina, Titina Maselli, Maddalena Mauri, Giuseppe Migneco, Saro Mirabella, Gabriele Mucchi, Nemesio Orsatti, Carmen Planes, Giacomo Porzano, Carlo Rambaldi, Amélia Riera Toyos, Albano Seguri, Beatrice Setti, Mario Sironi, Liana Sotgiu, Alberto Sughi, Emilia Xargay Pages e Tono Zancanaro.

Le opere in mostra provengono da: Cgil Nazionale, Flai Nazionale e dalle Camere del Lavoro di Bologna, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Mantova, Milano, Modena, Parma, Reggio Emilia, Rovigo, Venezia.

Le fotografie e i filmati in mostra provengono da: Ediesse; Aamod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico), Roma; Archivio del Lavoro, Milano

Un catalogo edito dalla casa editrice Ediesse accompagna l’esposizione. Il catalogo è a cura di Patrizia Lazoi e Flavia Matitti, con prefazione di Susanna Camusso e saggi critici, oltre che delle curatrici, di Carlo Micheli e Pietro Sanguanini.