LA REGOLARIZZAZIONE

Da alcuni giorni ci troviamo ad affrontare la più estesa e difficile campagna di regolarizzazione per lavoratori extra-comunitari della nostra storia.
Difficile per le dimensioni ma, soprattutto, per il clima culturale e le esplicite volontà del Ministero degli Interni di mitigarne gli effetti.
Abbiamo già denunciato gli aspetti più odiosi e gli effetti perversi delle campagne securitarie e del clima xenofobo imposto dall’alto, non abbiamo mancato di criticare i limiti di questa regolarizzazione e, soprattutto, le vessazioni (a partire dai costi) che dovranno subire quelle lavoratrici e quei lavoratori e le famiglie e imprese che ne chiedono l’opera.
Siamo riusciti a farlo unitariamente ed è un valore aggiunto, ma siamo partiti anche con una campagna specifica della Cgil che è insieme organizzativa, comunicativa, di valori.
La CGIL ha nel suo DNA la capacità di fare cose concrete (le pratiche di regolarizzazione) ed insieme di contribuire ad orientare una parte della società italiana.
Questa campagna ci consentirà contatti di massa con persone che chiedono aiuto e tutele e dovrà diventare anche un’occasione utile e necessaria di contrasto all’odio verso i migranti.
Per questo abbiamo deciso di costruire un sistema integrato di comunicazione e di eventi capace di aggiornare in tempo reale le nostre strutture, i lavoratori e i delegati; l’opinione pubblica.
Gli strumenti operativi saranno rappresentati dall’utilizzo dei nostri siti internet, che gestiremo in modo coordinato e da una serie di news, differenti a seconda del destinatario.
Inoltre, intendiamo misurarci con l’utilizzo dei cellulari (anche di gamma bassa) per raggiungere il numero maggiore possibile di persone interessate mediante messaggi di testo plurilingue.