Appalti: CGIL, serve legge contro massimo ribasso


“La notizia di un appalto per la rimozione di tetti in amianto da una caserma vinto con un clamoroso ribasso d’asta dimostra la necessità di una legge più rigorosa in tema di appalti che parta dall’abolizione del criterio del massimo ribasso”. A chiederlo in una nota è il dipartimento Legalità e Sicurezza della CGIL nel denunciare quanto accaduto pochi giorni fa a Modena dove un appalto per rimuovere 5.000 mq di eternit/amianto dai tetti dell’accademia militare ottavo Campale di Modena sarebbe stato vinto da una ditta del casertano, con un ribasso d’asta record superiore del 60%.
La CGIL modenese aveva sollevato qualche giorno fa l’accaduto puntando il dito contro la decisione adottata dal Genio dell’Esercito riguardo la gara d’appalto in questione. “L’affidamento dei lavori che attengono strutture militari, come la caserma modenese o la palestra dell’Accademia, – spiegava la CGIL Modena – è infatti gestito in via esclusiva dalla Direzione centrale del Genio Militare. Risulta che i due interventi sulle strutture modenesi sono stati vinti da un’impresa di Aversa e da una società cooperativa di Casal di Principe, per importi che vanno oltre i due milioni e con ribassi incredibilmente elevati”.
Quanto accaduto a Modena dimostra, per la CGIL, “la necessità di una legge più rigorosa in tema di Appalti che innanzitutto abolisca il criterio del massimo ribasso: sarebbe un segno di coerenza e uno strumento di maggiore efficacia nella lotta alle mafie e più in generale al fenomeno, così imponente nel nostro paese, della corruzione”. Per questo la decisione della CGIL di lanciare una Campagna per la legalità economica “è quanto mai importante, così come è importante intensificare a tutti i livelli il controllo di legalità”.