Appalti: Cgil, no a manomissione Codice, ci opporremo con forza


Roma, 11 luglio – “Se il cambiamento con cui si vuole qualificare l’attuale Governo è quello che si deduce dalle anticipazioni sulle modifiche al Codice degli appalti, appare chiaro che cambiare significa tornare indietro. Ci opporremo con forza a qualsiasi tentativo di depotenziamento”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Franco Martini.

“L’attuale Testo Unico – ricorda – è frutto di un lungo confronto che ha visto protagoniste le parti sociali e a cui hanno positivamente contribuito anche esponenti politici delle forze che compongono questo Governo. Siamo, quindi, di fronte ad un clamoroso voltafaccia?”
Sul piano del merito il dirigente sindacale sottolinea che “i dati pubblicati in questi giorni smentiscono in modo categorico la presunta accusa di blocco del mercato che il Testo Unico avrebbe provocato”, e si chiede quindi “per quali altre ragioni si intenderebbe manomettere il TU”.

“L’unica cosa certa – sostiene Martini – sarebbero le conseguenze di tali modifiche, poiché già sperimentate e vissute all’epoca della Legge Obiettivo: diminuzione dei controlli, allungamento dei tempi di realizzazione delle opere con conseguente lievitazione dei costi, aumento della corruzione, con il dilagare dell’illegalità e delle infiltrazioni mafiose. Per non parlare – aggiunge – degli effetti sulla condizione di lavoro, con il ritorno all’esaltazione del massimo ribasso e il superamento del tetto al subappalto”.

“Corruzione, lavoro nero e infortuni rappresentano il triangolo dentro il quale la qualità dei lavori in appalto si abbassa sempre più”. E per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro il segretario confederale afferma che “la manomissione del Testo Unico va nella direzione contraria a quella della lotta agli infortuni, sulla quale il ministro Di Maio si è assunto un impegno formale in un anno in cui si è registrata un’inversione di tendenza negativa, soprattutto nelle piccole imprese”.

“Rivendichiamo quindi – conclude Martini – la coerente attuazione del Testo Unico, se il Governo intende invece modificarlo in modo peggiorativo troverà la ferma opposizione del sindacato”.